Il riciclaggio dei soldi dello spaccio? Pagando chi vince alle scommesse

Il riciclaggio dei soldi dello spaccio? Pagando chi vince alle scommesse

RAVENNA. È la “nuova” generazione del riciclaggio di denaro. Difficilissima da dimostrare e quasi perfetta nel suo essere diabolica. Il metodo tanto arguto oggi sfruttato, in particolare, dagli spacciatori di tutto il mondo, pare essere arrivato per la prima volta nel Ravennate con l’arresto di un ragazzo straniero a Cervia. E consiste sostanzialmente in questo: rendere legale il denaro provento della droga attraverso l’acquisto e il successivo incasso delle vincite nel mondo del lotto e delle scommesse. In buona sostanza lo spacciatore, una volta accumulata una certa quantità di denaro, non fa altro che appostarsi in una ricevitoria e aspettare.

Aspettare che cosa? Semplicemente che qualche cliente arrivi ad incassare una vincita mostrando il biglietto fortunato. La normativa prevede infatti che, fino a un massimo di 2.300 euro, il fortunato possa incassare la vincita lecita direttamente nella ricevitoria che ha emesso la giocata. Quando una di queste persone si presenta dentro il negozio, dunque, lo spacciatore di turno non fa altro che avvicinarsi e prenderlo un attimo da parte. A quel punto scatta l’offerta con tanto di guadagno. Facciamo l’esempio di una vincita da mille euro. Il malvivente interessato al biglietto offre alla persone i mille euro più un’aggiunta, magari di altri cento euro, tutta in contante.

Un giovane o un adulto potrebbero anche capire che dietro tanta generosità si potrebbe celare qualcosa di anomalo, ma i giocatori da ricevitoria spesso sono persone avanti con gli anni. E per di più a volte persino ludopatici, dunque talmente assuefatti dal loro bisogno di affidare la loro fortuna ai numeri, da non rendersi magari conto di cosa li circonda. Nemmeno le cose più assurde come questa. A quel punto, se la persona accetta, lo spacciatore incassa lui la vincita e con un investimento minimo ha ripulito in pochi minuti la bellezza di mille euro.

E il sequestro?

Lo stratagemma è geniale, se non fosse che alla base c’è un illecito, perché oltre a ripulire il denaro il malvivente furbo conserva il biglietto vincente. In modo che, qualora dovesse avere dei guai con la giustizia, può garantirsi che almeno il denaro non gli verrà sequestrato.

Ed è proprio quello che sarebbe accaduto a Cervia, dove il giovane era stato arrestato nel 2014 per spaccio, in seguito a un’operazione della Guardia di Finanza, con una quantità ingente di cocaina. Da lì era poi scattata la perquisizione in casa, dove le fiamme gialle gli avevano anche sequestrato 30mila euro, ritenuti provento della sua attività di smercio di sostanze stupefacenti. Una volta comparso davanti al giudice, però, se il giovane non è riuscito ad evitare l’accusa per spaccio è almeno riuscito a farsi dissequestrare immediatamente quei contanti. Come? Proprio con il metodo sopra descritto. Lo spacciatore ha infatti presentato la ricevuta di tutte le vincite fatte al lotto, dimostrando di fatto che quel denaro aveva una provenienza del tutto lecita. Peccato che il ragazzo, facendo i conteggi, vincesse anche alcune migliaia di euro al mese in giocate. Che verrebbe quasi da chiedergli: se sei così fortunato, per quale motivo dovresti spacciare droga, con il concreto rischio di finire prima o dopo in galera?

Tuttavia dimostrare il contrario, come detto, non è affatto semplice. Per questo al momento il Pubblico ministero nel caso di specie ha solo affrontato il tema, lanciando tra le righe solo una forma di nemmeno troppo velato sospetto.

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