RAVENNA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il presunto responsabile dell’omicidio di Rocco Desiante, il pizzaiolo trovato massacrato di botte il 7 ottobre a Castiglione di Cervia. Si tratta di un giovane di nazionalità romena, sottoposto a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto su disposizione del procuratore capo Alessandro Mancini e dal sostituto procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi. Il ragazzo, al momento, è l’unico sospettato per l’omicidio, anche se per la Procura non si escludono ulteriori complici, che potrebbero aver agito in altre fasi che hanno preceduto o seguito “l’esecuzione” di due settimane fa.

Le prove 

Il fermo – ha spiegato stamattina il procuratore capo – è scattato alla luce di una serie di accertamenti investigativi, avvenuti durante le indagini. Tra questi anche le operazioni effettuate sul dispositivo cellulare dell’indagato. A rafforzare i sospetti sono stati anche gli abiti che lo straniero aveva il giorno precedente l’omicidio, collocato nella notte tra il 3 e il 4 ottobre. Indumenti che non sono stati trovati nell’abitazione del giovane. Altro elemento, la chiave all’ingresso dell’appartamento, trovata ancora inserita, segno che la vittima conosceva il suo carnefice.

Agonia di due ore

Già dai primi accertamenti effettuati la mattina stessa del ritrovamento da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo (che si sono avvalsi dell’aiuto dei Ris di Parma e, in fase di indagine, anche della capillare conoscenza del territorio vantata dai colleghi della compagnia di Cervia-Milano Marittima) è parso chiaro che l’omicidio sia stato particolarmente efferato. A dimostrarlo anche gli esiti degli accertamenti medico-legali effettuati dal professor Franco Tagliaro dell’Università di Verona. Il prelievo dell’umor vitreo ha permesso di datare la morte nelle 70/90 ore precedenti. A causare il decesso è stata una pluralità di fratture nella parte frontale e parietale del cranio, che ha provocato un’emorragia. Desiante è morto dopo un’agonia di non meno di due ore. L’esito dell’autopsia ha escluso lesioni da arma da fuoco, come ipotizzato inizialmente alla luce di un particolare: la mancanza del padiglione auricolare sinistro, conseguenza della particolare violenza e reiterazione dei colpi, sferrati con corpo contundente, non ancora ritrovato.  “Un luogo del delitto impressionante”. Così lo ha descritto il procuratore capo. Il pizzaiolo è stato trovato “in un lago di sangue”, con tracce ematiche rinvenute anche nella pareti dell’appartamento. La convalida dell’arresto è attesa per lunedì. FED.S.

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