Sputi e pugni sull’autobus a Ravenna. “L’inferno quotidiano di noi autisti”

RAVENNA. Insulti, spinte, pugni, calci e addirittura lanci di pannolini sporchi. A raccontare l’enciclopedia degli orrori subìti dai dipendenti Start Romagna è Andrea Cicognani, autista di autobus del ravennate fin dal 1990. Stando alla sua testimonianza diretta, quello che dall’esterno sembra un lavoro tutto sommato tranquillo, in realtà spesso rasenta una lotta per la sopravvivenza.

«All’interno delle nostre competenze come autisti – racconta Cicognani – c’è anche quello di effettuare un controllo a vista dei titoli di viaggio, ma su certe linee e a certi orari non ci azzardiamo a farlo perché rischiamo l’incolumità. Quando mi accorgo di chi fa il furbo e decido di agire con un po’ più di zelo chiedendo l’esibizione del biglietto, spesso accade di sentirsene dire di tutti i colori. Quando va bene. Poco tempo fa un mio collega è stato preso a pugni a Mezzano per una disputa con un passeggero per un biglietto da due euro. Insomma, dopo tanti anni, i più esperti cercano di muoversi con tatto e evitando poi di avere a che fare con certi soggetti noti e fastidiosi».

I recenti episodi di violenza ai danni dei colleghi di Start non lo sorprendono, anzi sono quasi diventati la normalità. «Le statistiche ufficiali sono piene di dati fasulli. Attualmente, in Romagna per via di tagli e turnover limitati, siamo sotto organico e quindi è difficile per Start operare accertamenti capillari. In questi anni i controlli sono diminuiti e di conseguenza ciò ha portato a pensare alla diminuzione di infrazioni e aggressioni. Ma il nostro quotidiano racconta una storia ben diversa».

Cicognani ritiene che un tale malcostume non conosca barriere e veda protagonisti uomini, donne, ragazzini, lavoratori, italiani e stranieri senza distinzione. L’escalation degli ultimi anni sarebbe da attribuire a una diffusa crisi di valori della società civile che ha sdoganato progressivamente atteggiamenti sempre più irrispettosi e aggressivi nei confronti di chi, multando i trasgressori, in fondo si limita al fare il proprio lavoro.

Azienda e sindacati appaiono uniti nella sfida per migliorare la condizione dei dipendenti Start, specie sul fronte della sicurezza. «Da tempo abbiamo richiesto che i mezzi siano dotati di una cabina separata, protetta da una lastra in plexiglass – prosegue Cicognani –. Questo garantisce non solo la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri utenti della strada che, in caso di aggressione ai nostri danni con il mezzo in movimento, sarebbero esposti a un notevole pericolo».

I tempi, tuttavia, rimangono lunghi. «Le richieste sono state fatte da tempo, ma manca un coordinamento fra le parti interessate. Gli ultimi mezzi, ad esempio, non hanno ancora la barriera per via di una gara d’appalto che non è che abbia ignorato le nostre richieste, ma non ne era neppure a conoscenza».

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