Vaccini, rientrato a scuola a Lugo il bambino che era stato escluso

LUGO. Il suo caso aveva fatto discutere giorni fa: era stato lasciato fuori da una scuola dell’infanzia del Lughese per non aver ancora completato il ciclo di vaccinazioni. I genitori del bimbo, di 5 anni, si erano rivolti prima alle forze dell’ordine e poi all’avvocato.

«Ma tutto si è già risolto – spiega Claudio Fabbri, avvocato della famiglia –. Lunedì il piccolo si è presentato a scuola ed è stato fatto entrare regolarmente, senza alcun tipo di problemi. In precedenza si era invece visto chiudere le porte in faccia della scuola che aveva sempre frequentato. Il bambino era parzialmente vaccinato ma ha appuntamento alla fine del mese per completare il ciclo vaccinale adeguato alla sua età. Quindi aveva tutto il diritto di essere ammesso».

La Regione fissa infatti come requisito di accesso l’avere almeno l’appuntamento per la vaccinazione e consente almeno sino a tale data la frequenza.

L’avvocato Fabbri aveva inviato una diffida alla dirigente scolastica domandando che il bambino fosse riammesso subito. Ed è quanto si è verificato.

«Abbiamo ottenuto quello che ci spettava, un successo davvero – aggiunge Fabbri –. Il provvedimento di esclusione, che era stato anticipato alla famiglia via email, e che aveva prodotto come suo effetto il fermo del piccolo all’ingresso della scuola, è stato in pratica annullato, anche se nessuno si è esposto e ci ha comunicato qualcosa ufficialmente. Nemmeno le scuse».

Rimane ora in ballo il ventilato esposto in procura per interruzione di pubblico servizio, abuso di potere e violazione del trattamento dei dati sensibili. Il bambino sarebbe infatti stato bloccato all’entrata da due maestre che, «per la tutela dei dati sensibili, non avrebbero dovuto nemmeno essere a conoscenza del fatto che il bimbo fosse vaccinato o meno. Non abbiamo ancora adottato questo passo, ci stiamo riflettendo – afferma Fabbri –: ne parlerò prossimamente con la famiglia».

Coperture in crescita

Intanto dalla Regione arrivano nuovi dati che parlano come si sia superato, in Emilia-Romagna, il muro del 95% di copertura per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) per la frequenza al nido, e per quelle aggiunte dalla successiva normativa nazionale: pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite e rosolia. Percentuali in netta crescita anche in provincia di Ravenna.

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