Milano Marittima, ragazza aggredita e palpeggiata intorno alla pista da ballo, via al processo

RAVENNA. Stava ballando insieme al fidanzato e ad alcuni amici sulla spiaggia di uno stabilimento balneare di Milano Marittima, quando, senza che nessuno avesse il tempo di accorgersene, un ragazzo sarebbe arrivato alle sue spalle. Le avrebbe stretto un braccio attorno al collo e con tutta la forza l’avrebbe trascinata via di peso, al centro della pista da ballo, mettendole le mani dappertutto.

È un’accusa di violenza sessuale quella che pende sulla testa di un giovane italiano, per il quale ieri mattina si è aperto il processo. A raccontare la storia, salendo per prima sul banco dei testimoni, è stata proprio una ragazza bolognese. La giovane, all’epoca dei fatti , aveva 22 anni. «Era la notte di San Lorenzo del 2014 – ha raccontato –, insieme al mio fidanzato e a due amici abbiamo deciso di venire a Milano Marittima per trascorrere la serata. La musica era iniziata da poco, quando ci siamo avvicinati alla pista da ballo».

È proprio in quell’istante che avrebbero avuto inizio quei lunghissimi minuti di paura. «Ci stavamo divertendo tutti insieme quando, a un certo punto, sono stata bloccata alle spalle da una persona che mi ha messo un braccio attorno al collo e mi ha trascinato via». La ragazza cerca in tutti i modi di divincolarsi, ma il ragazzo la stringe troppo forte. «Con l’altro braccio mi ha toccato prima il seno, poi il sedere e infine è sceso sulle cosce e nelle parti intime. Mettendomi le mani anche sotto la gonna». Un’escalation di violenza che sarebbe terminato solo grazie al fidanzato della giovane che, accortosi dell’accaduto, avrebbe liberato la ragazza dalla presa e l’avrebbe portata in lacrime fuori dal locale. Non prima che, stando al racconto della giovane, che quell’uomo riuscisse a rifilarle un calcio dritto alla gamba. Facendola cadere a terra.

Una volta usciti dallo stabilimento balneare, il fidanzato ha informato la security spiegando l’accaduto. A quel punto al centro della pista da ballo sono intervenuti i “buttafuori” e due carabinieri in borghese che si trovavano in servizio nello stabilimento, riuscendo a fermare il presunto aggressore. Che è stato subito riconosciuto sia dalla ragazza che dal suo fidanzato. «Per riprendermi ci sono voluti molti mesi – ha raccontato la ragazza – e oggi ho ancora paura ad andare da sola in posti affollati»

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