In Questura a Ravenna si spacciò per minore solo ma non lo era, condannato

RAVENNA. Si presentò in Questura a Ravenna dicendo di essere solo in Italia e, come previsto dalla legge, fu mandato in una comunità con le spese di sostentamento a carico degli enti pubblici che si fecero carico anche dei costi per fargli frequentare la scuola e progetti educativi. Ma, secondo quanto emerso in un secondo tempo, il sostegno fu ottenuto illecitamente. In realtà, infatti, quando nell’ottobre dello scorso anno arrivò in Romagna il ragazzo era insieme al padre che dichiarò di aver fatto un viaggio per raggiungere un parente nella zona prima di ripartire per l’Albania.

Un caso come tanti, quello dei minori non accompagnati, fenomeno finito nei mesi scorsi al centro delle polemiche per via dei troppi abusi. L’impressione è che dietro molte situazioni si celassero i soliti “furbetti”. Come la vicenda in questione, per la quale è arrivato il conto della giustizia.

Per aver mentito e aver così “ingannato lo Stato” il giovane è stato condannato dal tribunale dei minori a un anno di reclusione (con la condizionale) e 500 euro per truffa. Mentendo sulla sua situazione, facendo credere di essere solo e nessun mezzo, fece in modo che le istituzioni fossero costrette a mantenerlo per una spesa giornaliera di circa 77 euro. Nel valutare il caso il presidente del tribunale Giuseppe Spadaro, giudice estensore ha censurato l’episodio ritenendo che il ragazzo abbia agito spinto dal genitore, per il quale procede la Procura ordinaria.

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