FAENZA. Si dice che l’assassino torni sempre sul luogo del delitto. Nel caso del rapinatore seriale di Faenza arrestato dalla polizia si può parlare di una sorta di habitué visto che, stando alle risultanze dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Angela Scorza, il bandito finito in manette avrebbe preso di mira più volte, ben quattro tra novembre e marzo, l’ufficio postale di via Azzurrini e fosse in procinto di tornare a colpire al supermercato Coop del Borgo Durbecco dopo la rapina del 26 aprile scorso.

L’uomo, un 45enne di origini pugliesi residente da una decina di anni a Castel Bolognese, è stato sottoposto a fermo dopo aver visto che era stato tolto il cartello “vendesi” dalla sua abitazione; a breve infatti si sarebbe trasferito all’estero. Nel corso della perquisizione all’interno dell’appartamento sono stati trovati un giubbotto e un paio di scarpe compatibili con quelli utilizzati nel corso delle rapine oltre alla scatola della pistola, un’arma giocattolo a cui era stato tolto il tappo rosso, che l’uomo ha tentato di spacciare come un gioco del figlioletto di tre anni.

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