«Io usato come esca per prendere Igor. Credevano lo nascondessi nel baule»

RAVENNA. «Erano convinti che passassi la frontiera con Igor». A parlare è il lughese Luigi Scrima, 40enne compagno di cella per 5 anni di Vaclavic-Norbert Feher, meglio conosciuto alle cronache come Igor il Russo. La sua è una testimonianza da fuggiasco a Valencia, dove vive ormai da un anno, da quando cioè ha lasciato Lugo dove era in affidamento ai servizi sociali per scontare ancora 5 mesi di pena. Una fuga motivata dal fatto che «non ce la facevamo più in famiglia, li avevamo tutti addosso, gli inquirenti che cercavano Igor e lo cercavano tramite me. Quando è scoppiato il casino di Igor non si può immaginare cosa abbiamo passato io e la mia famiglia, seguiti, controllati, pedinati. Per gli inquirenti io ero il colpevole, conoscevo Igor e pertanto l’avevo aiutato. Così abbiamo messo tutto insieme e siamo partiti». Una fuga in Spagna, proprio a Valencia, dove Feher, come noto, è stato arrestato (precisamente ad Andorra di Teruel) dopo aver ucciso tre persone, un agricoltore e due agenti della Guardia civil. Scrima è convinto di essere stato usato come esca, ripercorrendo quei giorni di viaggio verso la frontiera, quando i carabinieri lo fermarono denunciandolo per violazione della misura cautelare (non poteva allontanarsi dal comune di Lugo) e poi lasciandolo andare: «A Ventimiglia mi stavano aspettando, era come se avessi Igor in macchina, erano convinti che passassi la frontiera con Igor». Poi lo hanno rilasciato: «Mi hanno tenuto un’ora – ha dichiarato al quotidiano La Nuova Ferrara – credevo mi arrestassero: la mia compagna era disperata, ci lasciarono andare e lei disse “ma che botta di c… impossibile che ci fanno andar via”. Lì ho cominciato a capire che ci seguivano».

Ad arresto compiuto, spiega, «è stata quasi una liberazione». L’ultima volta che i due si sentirono, racconta Scrima, era passato poco da quando Feher aveva freddato Valerio Verri e Davide Fabbri: «Lo cercai, su Messenger dove ci sentivamo spesso e gli dissi “Igor, ma che c… stai combinando”. È stata quella l’ultima volta che l’ho contattato, non ha risposto».

Ora che il pluriomicida è in carcere a Saragozza, Scrima si sfoga: «Tutti continuano ad associarmi a Igor, ma lui ha ammazzato 5 padri di famiglia, io non ci sto, non sono mai stato suo complice, lo sanno quelli che indagano, nonostante io abbia dato loro il mio aiuto: anche i servizi segreti me l’hanno chiesto e credevo fossero cose solo da film. Mi hanno proposto che se li aiutavo a prenderlo vivo mi avrebbero pagato, gli ho detto che non sapevo niente di lui e fin dalla prima volta che i carabinieri del Ros fecero il blitz a casa mia gli dissi di cercare a Valencia, Igor diceva che Valencia era casa sua».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui