Borgo Tuliero, colletta per la squadra di calcio

FAENZA. “Borgo bello Borgo mio t’ho dipinto pure io, dalle colline ho preso il verde e il giallo dal sole mio”. I colori sono il giallo-verde del Borgo Tuliero calcio, l’associazione sportiva dilettantistica, unica a livello amatoriale nel Faentino a vantare un inno.

La canzoncina la cantano dagli spalti durante le partite. Sia se si vince sia se si perde.

«In realtà esistono solo le parole – afferma l’autore Antonio Recchia -: alla musica ci stiamo lavorando, e comunque suona come una carica di allegria prima ancora che di adrenalina. E pensare che abbiamo rischiato addirittura di non giocare».

L’inno ora è valido per tutte le 7 squadre che partecipano ai vari campionati, dalla scuola calcio dei più piccini fino alla secondo categoria, ma è nato nel gruppo dei giovanissimi, creata quest’anno grazie all’autotassazione. Niente male per una piccola frazione.

Solo una decina di anni fa il Borgo Tuliero pareva destinato a scomparire: ha avuto periodi bui, durante i quali per continuare ad esistere ha dovuto fondersi e aggregarsi con altre società, come il Reda. Per gli allenamenti si dovevano percorre circa 10 chilometri di trasferta (costi, tempi, difficoltà).

Oggi la società è tornata indipendente. «Ci ha dato una mano il Comune, che dopo aver rinnovato gli spogliatoi ha allungato anche il campo – afferma il presidente Roberto Manaresi -. Adesso possiamo giocare con tutte le squadre in casa. Ciononostante l’impianto è troppo piccolo, perché abbiamo un centinaio di giovani iscritti. Se non fossero intervenuti i genitori, non ci sarebbe stato lo spazio per formare i giovanissimi (anni 2001 e 2002). Ci dispiaceva molto. Il problema infatti sono gli allenamenti e i costi per un altro campo ai quali non potevamo far fronte . Allora pur di costruire la squadra i genitori si sono accollati le spese per l’utilizzo del vicino impianto di Errano. Gli allenamenti li facciamo lì, le partite invece le giochiamo in casa. La nostra filosofia è formare innanzitutto degli uomini, piuttosto che dei campioni e questo ci rende enormemente orgogliosi e soddisfatti».

Secondo Antonio Recchia, che non solo è l’autore dell’inno ma è anche uno dei genitori autotassati, «nonostante la spesa in più, siamo contenti di appartenere al Borgo Tuliero perché è una società sana e goliardica, che conserva i principi primordiali di questo sport, purtroppo tante volte dimenticati da altre società».

Francesco Donati

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