SOLAROLO. Era stato descritto come allevamento “lager” per le condizioni in cui venivano allevati oltre cento cani di razza. Per quel blitz avvenuto nel settembre del 2015 a Solarolo, il proprietario della struttura convenzionata con il Comune – un allevatore del posto all’epoca dei fatti 62enne – aveva patteggiato la pena per maltrattamento di animali e detenzione di farmaci scaduti. Ma le accuse si sono estese, coinvolgendo anche chi avrebbe dovuto vigilare e segnalare la situazione. Per l’esattezza sono quattro veterinari (due dei quali del servizio pubblico) residenti tra Imolese e Faentino e due agenti di polizia giudiziaria della Forestale di Ravenna (assolti però in abbreviato) a essere accusati a vario titolo di falso e omessa denuncia. Sono comparsi ieri davanti al giudice per l’udienza preliminare Andrea Galanti, dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore Angela Scorza.

I dettagli nel Corriere Romagna in edicola.

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