Stipendi decurtati, i lavoratori dell’Ortignola in piazza a Imola

IMOLA. Continuerà con un volantinaggio sotto le finestre del Comune e davanti all’ingresso della piscina Enrico Gualandi, in programma per sabato 23 febbraio, la mobilitazione dei dipendenti della società Sport Up che gestisce l’impianto sportivo di via Ortignola. Una protesta che riguarda i 120 lavoratori della struttura che si sono visti decurtare lo stipendio.

«I 13 dipendenti hanno ricevuto lo stipendio pieno nel mese di novembre, ma poi si sono visti decurtare la somma da dicembre in poi. Decisamente peggio è andata ai 107 collaboratori che, oltre a non avere incassato lo stipendio di novembre, da dicembre ricevono la busta paga tagliata del 20%» spiega la Cgil.

Le testimonianze

«Ho sempre creduto nella Uisp, in cui sono cresciuta sportivamente fin da bambina e nella quale ho deciso di intraprendere quella che oggi credevo fosse la mia professione», racconta Chiara Dall’Osso, istruttrice di nuoto da undici anni. «Per questi motivi avrei voluto dare un contributo affinché la crisi in cui versa la società potesse essere risolta positivamente. Purtroppo in questi mesi ho appreso con rammarico che non c’è la disponibilità a condividere con chiarezza e trasparenza un percorso di risanamento con il personale».

«Mi ha colpito la mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori», aggiunge Paolo Cerioli, istruttore da più di dieci anni. «Sport Up, Deai e Uisp Imola Faenza non hanno mai risposto alle lettere di alcuni collaboratori, dimostrando di non aver interesse per le persone».

Cinzia Ferrigo, istruttrice da diciotto anni, sottolinea: «Non mi sarei mai immaginata che si creasse una situazione del genere. La direttrice, dopo il primo incontro tenutosi il 14 dicembre, aveva promesso di rincontrarci per aggiornarci costantemente sulla situazione. Ad oggi rileviamo con rammarico che non si è più fatta sentire».

«L’attuale dirigenza non si è dimostra all’altezza soprattutto dal punto di vista umano», conclude Giorgia Tampieri. «Da professionista che ha contribuito in questi anni ed ha a cuore la qualità del servizio mi indigna l’indifferenza dei componenti delle società coinvolte e del Comune nei confronti di una situazione che chiede ai collaboratori di pagare incompetenze e negligenze di chi questa situazione l’ha creata. Serve responsabilità e buon senso al più presto, perché ci sono famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese».

Nessun confronto

«Nessun dato ufficiale rispetto al disavanzo effettivo è mai stato fornito né al sindacato né ai lavoratori», attacca la Cgil di Imola. «Inoltre, le richieste di un maggior coinvolgimento per distribuire in modo equo e con criteri condivisi i sacrifici– conclude il sindacato –, non sono mai state prese in considerazione dalla direzione».

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