Security in nero anche al concerto dei Guns’n roses di Imola

IMOLA. Contattati su internet o per passaparola e ingaggiati per 6 euro l’ora. Poi, costretti a turni massacranti, anche per 15 ore di fila al giorno senza pause per mangiare o bere, per garantire la sicurezza dei grandi eventi come il concerto di Vasco Rossi al Modena Park, del primo luglio 2017, che richiamò circa 220.000 spettatori o quello a Imola dei Guns’n roses. Sono i nuovi “schiavi” del mondo della “security” sfruttati secondo l’accusa da quattro persone (oggi tutte indagate e due in carcere), con modalità simili a quelle del caporalato nei campi agricoli. Nell’inchiesta sono inoltre coinvolti i titolari di due società fornitrici di servizi di sicurezza per eventi, con sede legale in provincia di Bologna e a Imola. A loro è stato imposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno.

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