Lui dev’essere sempre peggio di me

Migliaia di ragazzi sono scesi in piazza per difendere l’ambiente. Sì, ma mangiano cibo spazzatura e usano i telefonini che inquinano. I cinque stelle restituiscono lo stipendio. Sì, ma alcuni non hanno restituito tutto quello che avevano promesso. Gli animalisti dedicano tempo e risorse per aiutare gli animali. Sì, ma dovrebbero pensare anche ai poveri. I vegani seguono un’alimentazione più sostenibile per il pianeta. Sì, ma alcuni mangiano cibi che vengono dall’altra parte del mondo. Chi si sposta in bicicletta contribuisce a non inquinare l’atmosfera. Sì, ma molti non usano le piste ciclabili e viaggiano in contro senso. Potrei continuare l’elenco… Non ce la possiamo fare: ogni volta che qualcuno cerca di fare qualcosa di buono subito dobbiamo cercare qualcos’altro per criticarlo, per sminuire il suo impegno. “Lui è peggio di me” è il titolo di un vecchio film con Pozzetto e Celentano e purtroppo sembra essere la filosofia dominante nel nostro rapportarsi con gli altri. È accettabile (anche se lo trovo sbagliato) in ambito politico, soprattutto in campagna elettorale: sminuire i successi dell’avversario per accrescere i propri meriti. Lo trovo del tutto fuori luogo, invece, nella vita di tutti i giorni. Invece di cercare di capire le ragioni di chi fa una scelta diversa dalle nostre, preferiamo bocciarla e trovare il modo di criticarla. Questo ci evita di doverci mettere in discussione e di scoprire che certe scelte forse dovremmo farle anche noi. Ma è più comodo non farlo. Molto più comodo rassicurarci che gli altri sono comunque sempre peggio di noi.

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