RIMINI. Sala gremita e temperature alte. Non solo perché fuori è primavera, che con quell’aria tiepida e leggera pare essere venuta in soccorso alle vertiginose bollette precipitate sui conti dei riminesi in concomitanza dei giorni più freddi dell’anno, ma soprattutto perché gli animi degli “Ubriachi di gas” sono a dir poco bollenti. E alla fine, dopo ben tre ore di dibattito, i cittadini seduti sulle poltrone della sala congressi di Sgr se ne sono andati con tre nuove promesse. Cento contatori elettronici estratti a sorte controllati a spese di Sgr, possibili dilazioni nei pagamenti senza addebito di mora, «del resto, insignificante» a detta dell’amministratore delegato Bruno Tani, oltre all’instaurazione di un tavolo tecnico con alcuni esponenti del gruppo Facebook “Ubriachi di gas” per una valutazione del dettaglio destinata a portare chiarezza, trasparenza e soprattutto soluzioni. «Vogliamo sapere centesimo per centesimo dove vanno a finire i nostri soldi», taglia corto Nicola Semprini, uno degli attivisti di “Ubriachi di gas”, seduto in prima fila di fronte a Lorenzo Pastesini, il responsabile commerciale di Sgr, il dirigente Andrea Pasini, il tesoriere Maurizio Mami, il legale Federico Riccardi e l’amministratore e vice presidente Bruno Tani.
Dal web alla sala Sgr
Al di là del tavolo dei relatori, invece, c’è il popolo di Facebook sceso in “piazza”. Dalla rete virtuale dei social si sono trovati al faccia a faccia con Sgr, determinati a chiedere spiegazioni, il perché di bollette così straordinariamente alte, raccontando a viso aperto le difficoltà di una città che non può pagare 600 o 700, ma anche 1.000 euro di bolletta. Uno stato di agitazione generalizzato che non è mai sconfinato in eccessi o gesti incivili, ma che di certo non si è lasciato sedurre dal tono ironico e leggiadro con cui Bruno Tani si è presentato alla nutrita folla seduta nella sala di fronte a lui. «Diciamo che, se proprio volete mandare un “colpo” a qualcuno, potete mandarlo a me», ha detto l’amministratore delegato, alla richiesta del pubblico di presentarsi. Una battuta di spirito che non ha riscosso il successo che forse il vice presidente di Sgr si attendeva, ma che senza dubbio ha lasciato intuire l’umore dei presenti. Dal faccia a faccia con Sgr, infatti, la gente aveva aspettative chiare. «Proposte serie», come ha ribadito a gran voce Olga Rossi, dottoressa abilitata al patrocinio legale del gruppo. «E se queste proposte non ci sono – ha sottolineato, indicando i cittadini seduti di fronte ai vertici di Società gas Rimini – il malcontento che vedete qui rappresentato porterà alla risoluzione in tronco di 8mila contratti». Ciò che serpeggia tra i cittadini seduti in diverse centinaia con le bollette strette tra le mani, è infatti la prospettiva di abbandonare Sgr per rivolgersi ad altre compagnie. Una chance, quell’asso nella manica che riporta il potere nelle mani dei cittadini «liberi di scegliere, in libero mercato», come ribadito dall’attivista Semprini. Osservazione cui Tani ha subito ribattuto, ricordando i numeri di Sgr, «che con oltre 6 milioni di fatturato, ha ben saputo concorrere sul mercato, grazie anche proprio ai prezzi competitivi».
Contatore elettronico e guai
Eppure, a scatenare l’ira dei riminesi è proprio il conto, a dir poco salato, che si sono trovati stampato sulla bolletta. Un conto che, secondo la quasi totalità dei presenti – il centro Sgr completamente gremito – non era mai arrivato fino a che si era usato il contatore meccanico. «Io per 30 anni ho avuto lo stesso contatore – ha dichiarato un cittadino, Gilberto Marconi, prendendo parola e alzandosi in piedi tra il pubblico – quello meccanico e non mi sono mai, e dico mai, trovato a dover contestare la bolletta. Il 17 settembre scorso, invece, ho cambiato contatore e installato quello elettronico, e tenendo la stessa temperatura il consumo è più che raddoppiato. Da 300 euro dell’anno scorso sono passato a 640». «Lunedì la bolletta scade – ricorda Marconi, deciso a ad arrivare al “dunque” – quindi, cosa devo fare? La devo pagare?».
Prese in giro e proteste
Una questione, quella del pagamento della bolletta, su cui Mirella Guzzo, l’amministratrice e fondatrice di Ubriachi di gas, è presto intervenuta per puntualizzare come la sua intenzione non fosse mai stata quella di invitare i cittadini a non pagare la bolletta. «Semmai – ha precisato la riminese – ho detto di aspettare. Vogliamo capire cosa c’è scritto sulla nostra bolletta, e non accettiamo di certo risposte sul genere “non possiamo scendere nei dettagli, perché non avreste le competenze per comprendere”, come alcuni cittadini si sono sentiti rispondere da Sgr». «Vogliamo risposte certe, per poter scegliere con consapevolezza» ha aggiunto subito Marisa Grossi, un’attivista di Ubriachi di gas, facendo eco alla “collega” Guzzo.
Iva e stime
Tra le questioni che proiettano le ombre più dense sulla faccenda degli importi lievitati c’è poi quella dell’Iva. Iva applicata su imposte. «E’ legale?» si chiede Marisa Grossi. «Possiamo discutere sulla correttezza etica di pagare Iva sulle imposte – risponde il responsabile commerciale Pastesini – ma sì, è legale, perché anche se c’è una direttiva europea che sancisce la sua illegittimità, oggi non c’è una legge che la vieti. Anzi, se non la chiediamo, rischiamo il carcere». «Noi – ha ribadito Pastesini – agiamo come semplici sostituti d’imposta e non possiamo non esigerla». «E se allora il Parlamento dovesse recepire la direttiva Ue?» ha domandato un uomo dal pubblico. «Allora, in quel caso, vi restituiremo i soldi», ha replicato Pastesini. Oltre all’Iva, c’è il tema delle stime, quelle effettuate dai tecnici di Sgr in aggiunta ai consumi effettivi, quando i dati raccolti dal contatore non sono leggibili. Un problema sempre più acuto in presenza di contatori elettronici, «che a volte non comunicano i dati a causa delle sim installate all’interno – ammette Pastesini – e allora bisogna utilizzare le stime». Stime che, a detta degli utenti sono «assolutamente spropositate». Tuttavia, se, come Pastesini ha dichiarato, «non si può promettere di eliminare il ricorso alle stime, chi lo desidera potrà tornare a fare l’autolettura, che i nostri call center accetteranno prontamente». «Inoltre, – ha aggiunto Pastesini – a chi lo desidera, daremo la possibilità di avere fatture mensili e non bimestrali».
Problematiche cui, tirando le somme, Sgr ha risposto promettendo la lettura a sue spese di 100 contatori elettronici estratti a sorte per controllare che funzionino correttamente, (dopo la comunicazione da parte di Adriagas, società controllata da Sgr che gestisce i contatori, di un costo pari a 300 euro per l’accertamento), l’instaurazione del tavolo tecnico con gli utenti e apertura a dilazioni nei pagamenti. Ma la soluzione migliore, caldeggiata da Nicola Semprini, è quella di «destinare parte degli enormi utili di Sgr alle bollette dei cittadini, per far stare più caldi i riminesi, grazie ai quali Sgr è diventata negli anni quello che è oggi».
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