Lavori alle fogne e maxi allagamento: dopo 25 anni il Comune presenta il conto

RICCIONE. Il Comune presenta il conto e chiede 100mila per dei lavori alle fogne contestati. La vicenda parte a metà degli anni ’90, con il mobilificio F.lli Lazzaretti di Dino e Lino Lazzaretti Snc nella zona artigianale della Perla Verde, che subì un allagamento riportando pesanti danni. Le cause furono ritenute imputabili ai lavori realizzati ai sottoservizi realizzati dalla Ingross Riccione srl, di cui la F.lli Lazzaretti era socia. Il giudice accertò che l’origine dell’allagamento era infatti dovuto al sottodimensionamento della rete fognaria realizzata a servizio del comprensorio artigianale e nel 2009 condannò in solido, dopo due gradi di giudizio, il Comune (che aveva fatto il collaudo) e la Ingross Riccione al risarcimento dei danni, per un ammontare complessivo di 160mila euro. Il Comune di Riccione pagò il 50% dell’importo. Ma rimaneva ancora la parte restante che avrebbe dovuto pagare la Ingross Riccione.

Casse comunali senza protezione

Nel 2018, alla soglia della prescrizione del credito, la F.lli Lazzaretti ha richiesto al Comune il pagamento delle somma residua. In questa circostanza l’amministrazione Tosi ha constatato che nel 2009, i precedenti amministratori non si preoccuparono di costituire un fondo correlativo per gli altri 80mila euro, «senza in alcun modo mettere in protezione le casse comunali dalla richiesta dell’ulteriore somma a risarcimento, essendo una responsabilità solidale così come acclarata del giudice». Pertanto l’amministrazione attuale si è ritrovata con un debito fuori bilancio da dover gestire.

Situazione da normalizzare

Ieri però la vicenda si è ulteriormente arricchita perché la giunta Tosi ha dato mandato di attivare un procedimento di ingiunzione nei confronti della Ingross Riccione srl (oggi in stato di scioglimento e liquidazione), per rivendicare il credito di circa 100mila euro che vanta nei confronti della società stessa che, secondo l’amministrazione, risulta attualmente liquido ed esigibile. «Non è tollerabile tale debito nelle casse del Comune – spiegano -, occorre normalizzare una situazione che va nella direzione di una gestione del bene pubblico oculata e responsabile. Non ci deve essere corresponsabilità degli sbagli commessi in precedenza, per questo motivo l’obiettivo primario è di non lasciare oneri dannosi per l’ente e per le nuove generazioni». Tra l’altro, l’anno scorso, in occasione della formulazione del debito fiori bilancio, il Comune aveva annunciato «l’invio della pratica alla Corte dei conti per i dovuti accertamenti di responsabilità contabile e amministrativa degli allora amministratori pubblici».

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