«Gas italiano necessario alla transizione, in piazza a difenderlo a Ravenna»

RAVENNA. Un parterre de rois al tavolo dei relatori, una platea qualificata tra cui si poteva riconoscere tutta l’imprenditoria coinvolta nel settore. Si parlava di energia, al convegno promosso dalla Uiltec nazionale a Ravenna dal titolo Gestire la transizione. Dall’economia fossile alla blue economy.

Pirani: «Politiche sbagliate»

Mentre a presiedere c’è il “padrone di casa”, il segretario provinciale della Uil Riberto Neri, a tirare le fila del discorso è stato il segretario generale della Uiltec-Uil, Paolo Pirani: «Il governo – ha attaccato – sta adottando politiche sbagliate, si mette contro l’industria, contro lo sviluppo del Paese, e mette a rischio posti di lavoro, non solo qui a Ravenna». Il riferimento, chiaro, è al decreto Semplificazione che blocca per 18 mesi le prospezioni per la ricerca di idrocarburi in Italia. Per il dirigente sindacale occorrerebbe invece «investire nel cambiamento energetico, passare dal carbone al gas, puntare su tecnologie nuove come l’idrogeno».

Pirani quindi lancia un appello ben chiaro: «Il 16 veniamo tutti in piazza a Ravenna, lavoratori e imprese assieme». Una richiesta che all’inizio della mattinata era stata lanciata prima dal sindaco di Ravenna Michele De Pascale poi anche dal consigliere regionale Gianni Bessi: «La città è in prima fila contro la decisione del Governo di stoppare le estrazioni, a volte servono i muscoli», ha detto il primo cittadino.

L’ex ministro Clini

«Chi dice che il gas è alternativo alle fonti rinnovabili dice scemenze». Non usa giri di parole l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini per affermare che il gas naturale è il «combustibile della transizione energetica». Oggi docente di Scienze ambientali all’Università Tsinghua di Pechino, da ministro aveva concepito una strategia energetica «prevedendo scenari di 25 anni – ha ricordato – e la transizione concentrata sulla valorizzazione del gas, il combustibile fossile con meno emissioni. Se si limita lo sviluppo dell’offshore si perdono credibilità verso gli investitori internazionali, competenze e la capacità di governare un processo che non è solo delle coste italiane».

Il chief refining marketing officer di Eni, Giuseppe Ricci si chiede: «Finchè ci sarà bisogno di fonti fossili, perché non produrle sul territorio nazionale?». Ricci, che è anche presidente di Confindustria Energia nazionale, ricorda come l’Italia abbia appena redatto la bozza del Piano energia-clima che «è in fase di discussione ed è molto sfidante e ci porta al 2030 a raggiungere fondamentali obiettivi di decarbonizzazione».

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