Autodromo di Imola, il presidente querela il Comune

IMOLA. «Le accuse ricevute sono gravemente diffamatorie, se non addirittura calunniose, e troveranno giusta sede di discussione nelle sedi giudiziarie più opportune». Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, rompe il silenzio dopo la richiesta di dimissioni arrivata nei giorni scorsi da parte dell’amministrazione Sangiorgi. «È chiaro l’intento di screditare la mia persona, nonché l’esplicito tentativo di mobbing, nell’ambito di un proclamato spoil system di stampo bolscevico a cui mi sento tuttavia di essere completamente estraneo, non essendo un soggetto politico o di nomina politica».

Gestione e bilancio

Partendo dall’accusa di cattiva gestione, «vorrei ricordare che non ho deleghe di gestione, ma di rappresentanza e coordinamento del Consiglio di amministrazione, strettamente legato all’osservanza delle linee di indirizzo strategico del socio pubblico», chiarisce Selvatico Estense. «La gestione, che è di norma delegata al direttore generale, è inoltre, come ben dovrebbe sapere l’amministrazione comunale, sottoposta altresì alla “direzione e coordinamento del socio unico”, parole il cui significato non può essere equivocato».

Soffermandosi sul bilancio 2018, che come anticipato nel corso della commissione consiliare di novembre chiuderà in rosso, «la perdita è dovuta in gran parte alla limitazione di utilizzo della struttura imposta dalle attuali regolamentazioni comunali e dalle ultime politiche di indirizzo di questa giunta», ribadisce il presidente di Formula Imola «a discapito di quelle più permissive nazionali ed europee. La perdita comunque, molto lontana dalla rappresentazione di 700mila euro resa con la grave colpa di parlare senza sapere, sarà ovviamente resa pubblica una volta approvato il bilancio da parte del socio unico».

Attività in pericolo

Il problema reale, semmai, è un altro: «La continuità aziendale, pur in presenza di un patrimonio netto considerevole, e più in generale le attività motoristiche dell’autodromo, sono poste in pericolo dal confuso nuovo indirizzo politico – rilancia Selvatico Estense – e da un assessore che non si limita a svolgere i compiti di indirizzo politico, ma si spinge a voler dettare alla struttura gestionale, inattuabili scelte quotidiane e operative, nella maggior parte dei casi senza nessuna condivisione con il socio Con.Ami».

Insomma «ogni decisione richiede responsabilità», aggiunge il presidente di Formula Imola. «Quella di non voler costruire le barriere e ridurre le giornate in deroga porta all’impossibilità di ospitare eventi quali la Superbike o il Mondiale Motocross, ovvero potenzialmente anche di andare incontro alle previsioni liquidatorie previste dalla legge Madia».

Contributo personale

Ma non è tutto. «Il mio contributo personale alla causa dell’autodromo si conta anche in termini di un ingente contributo finanziario di carattere mecenatistico che ha consentito la ristrutturazione e la ripartenza dell’Enzo e Dino Ferrari – aggiunge –. Insultarmi e trattare chi ha contribuito generosamente alla causa imolese in siffatto modo, non aiuterà certo ad attrarre nuovi amici dell’autodromo e della città, e se devo dirla tutta spero e voglio credere che porterà ben poca fortuna a questa politica».

«Io resto qui»

Selvatico Estense non ha comunque alcuna intenzione di dimettersi: «Continuo il mio percorso, voglio rassicurare i miei aventi causa più che i miei danti causa, cercando di portare a termine il mio mandato fino alla scadenza naturale. Ma se la sindaca vuole un autodromo ricco di eventi internazionali ed attività, le parole devono tradursi in fatti».

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