L’idea di una Ravegnana bis a Ravenna: si cerca l’intesa

RAVENNA. L’idea di una Ravegnana bis arriva in commissione consiliare lavori pubblici e i gruppi cercano l’intesa per inserire anche questa infrastruttura nell’elenco delle opere da proporre a Regione e Governo. L’atavico isolamento della città con la chiusura della Ravegnana è diventato un problema non più sostenibile ma a ben vedere per la strada che collega Ravenna e Forlì non c’è al momento nessuna previsione o progetto alternativo.

Si tratta di partire da zero, avverte l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani, e di valutare se inserire l’opera fra le priorità prima di quelle già indicate ovvero le varianti di Mezzano per la connessione alla Ferrara Mare e la variante di Fosso Ghiaia, per le quali esistono progetti e previsioni. Si fa spazio l’idea di un tavolo di lavoro e di una commissione dedicata al tema entro marzo.

L’alternativa

Il dibattito ieri ha preso le mosse dalle mozioni presentate, una dalla consigliera Veronica Verlicchi de La Pigna e l’altra dai consiglieri Ancarani, Ancisi, Gardin, Tardi. La prima chiedeva la realizzazione di una strada statale a 4 corsie, l’altra un collegamento stradale e ferroviario del tutto nuovo tra Ravenna e Forlì. L’ingegner Andrea Barbieri, esperto de La Pigna, ha illustrato brevemente l’idea di Ravegnana bis con un innesto all’uscita Standiana dell’E45 e nuovo tratto di 13 chilometri fino all’ingresso dell’autostrada di Forlì. Un tracciato che attraversa le Ville Unite e campi coltivati e non i centri abitati. Si tratterebbe quindi di un’alternativa da 20 milioni di euro per raggiungere Forlì nella metà del tempo attuale e per avvicinarsi alla città che vuole riaprire l’aeroporto. La consigliera Verlicchi, che definisce la strada una “carrettiera”, promette di portare in Regione e a Forlì una raccolta firme per poi arrivare al governo. Per questo sulla mozione chiede un voto unanime.

Ad Ancisi di LpRa e Ancarani di Fi interessa il collegamento ferroviario e una condivisione con l’amministrazione comunale di Forlì, mai ricercata finora. Ma Ancisi prima di ingaggiare uno scontro verbale con la consigliera Verlicchi chiede anche di concentrarsi sulle questioni aperte ovvero sulle varianti da tempo attese.

Commissione ad hoc

«Dal punto di vista politico siamo d’accordo – spiega Fagnani – certo stiamo attraversando il clima politico peggiore per parlare di infrastrutture. Ho chiesto un incontro al ministro Toninelli, ma non ho ancora notizie. Ora dobbiamo preoccuparci di riaprire celermente la Ravegnana. Possiamo dare vita a un tavolo di lavoro, ma nel caso della Ravegnana c’è solo un’idea, non è in nessun piano strategico. E poi non è una battaglia che possiamo fare da soli. Sono disponibile a tornare in commissione per una seduta dedicata alla Ravegnana bis. Dobbiamo capire cosa vogliamo fare».

Il tema delle priorità occuperà tutto il dibattito, nessuno infatti si presta a fare elenchi definitivi tranne il consigliere Learco Tavoni della Lega che vede nella Ravegnana l’impegno prioritario su tutti gli interventi e il consigliere del Pri Vasi che invece chiede di privilegiare la direttrice Rimini – Ravenna – Ferrara – nord est. Per Daniele Perini di Ama Ravenna vale la pena di discutere perché le ultime opere significative risalgono ai tempi di Zaccagnini e Cavalcoli; per Maiolini del gruppo misto si parla di Ravegnana solo dopo la tragedia e la chiusura della strada, ma in passato non si è mai programmato niente e Minzoni del Pd ricorda con sarcasmo che per fare la rotonda sulla Statale Adriatica non ancora del tutto completata da Anas ci sono voluti 12 anni. Samantha Tardi di Cambierà chiede infine un primo passo e l’unità di intenti per avanzare proposte a Forlì. Le mozioni vengono ritirate in attesa di una nuova seduta.

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