E45: silenzio sugli aiuti da Roma Pungolo a Di Maio dalla Regione

CESENA. Che fine hanno fatto i preannunciati aiuti del Governo alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie colpite dal blocco della E45, durato quasi un mese per i mezzi leggeri e non ancora cessato per i camion? Il ministro Danilo Toninelli, durante il recente sopralluogo fatto subito dopo la riapertura parziale del viadotto Puleto, aveva promesso che i sindaci e i rappresentanti delle forze economiche e sociali sarebbero stati convocati rapidamente dal vice premier Luigi Di Maio, proprio per parlare del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Questo provvedimento è fondamentale per varare fondi e agevolazioni statali in aggiunta ai 250.000 euro stanziati dalla Regione. Ma sono ormai passate due settimane dall’annuncio di Toninelli e tutto tace.

Questo è quindi diventato il nodo centrale di una risoluzione Pd, di cui la cesenate Lia Montalti è stata la prima firmataria, che è stata approvata ieri dall’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna. Il sì è arrivato con il voto favorevole di Pd, Sinistra Italiana e Gruppo misto, mentre si sono espressi contro la Lega, il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e il Movimento Sovranista.

Le tre sollecitazioni al Governo

Tre erano le sollecitazioni al governo contenute nel documento. La prima era la messa in sicurezza e riapertura della E45, obiettivo centrato in parte e su cui si sta lavorando, con la prospettiva di tornare a fare circolare sul viadotto anche i mezzi pesati tra poco più di due settimane, almeno secondo quanto ha annunciato Toninelli.

Una seconda richiesta riguardava la realizzare in tempi rapidi degli interventi necessari sulle infrastrutture secondarie, in particolare per ripristinare la Tiberina 3-Bis, l’alternativa naturale alla E45, che è chiusa da un’eternità per frane e assenza di manutenzioni. Anche su questo fronte qualcosa si sta muovendo, ma resta da capire quanto in fretta, come sarebbe indispensabile.

Infine, come detto, attraverso la risoluzione si incalza Di Maio a farsi carico subito del sostegno alle vittime della chiusura della E45, proclamando l’emergenza nazionale e adottando i conseguenti provvedimenti.

Amarezza per la mancata unità

Lia Montalti, commentando l’approvazione non unanime del documento messo ai voti ieri, non ha nascosto un pizzico di amarezza: «L’appello che ho fatto alle altre forze politiche è stato quello di sostenere uniti il territorio di fronte ad una emergenza che riguarda tutti. Purtroppo dispiace constatare come sia caduto nel vuoto. In questi casi bisognerebbe essere in grado di stare uniti di fronte ad un problema reale e grave, che incide sulla vita di intere comunità, di fronte al quale tutte le forze politiche dovrebbero sentirsi responsabili».

Poi la consigliera regionale di Cesena torna a sottolineare l’urgenza di «riconoscere lo stato di emergenza nazionale», passo necessario per «concretizzare tutte le misure necessarie a sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie dei territori colpiti dalla crisi. Non si può più aspettare, perché ogni giorno che passa i danni diventano sempre più ingenti, non solo per la Valle del Savio ma per tutta l’Emilia-Romagna».

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