E45 chiusa, i sindaci preoccupati scrivono a premier e ministro

CESENA. Il sequestro del viadotto Puleto e la conseguente chiusura di un tratto della E45 al confine tra le province di Forlì-Cesena e Arezzo mette in allarma i sindaci dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio. Poche ore dopo la notizia della chiusura diffusa da Anas u primi cittadini hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. “Ci rivolgiamo a Voi in qualità di Sindaci dei Comuni dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio, che è attraversata per tutto il suo territorio dalla SS 3bis Tiberina (E45), ed anche in parte dal tratto sottoposto a sequestro e interdetto al traffico – scrivono Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, Marco Baccini di Bagno di Romagna, Enrico Salvi di Verghereto, Enrico Cangini di Sarsina e Monica Rossi di Mercato Saraceno -. Abbiamo appreso infatti del provvedimento di sequestro e chiusura al traffico del viadotto Puleto della superstrada E45, vicino al paese di Valsavignone, disposto dalla Procura di Arezzo per il rischio di crollo della struttura. Certamente, siamo convinti che la Magistratura abbia adottato un provvedimento così impattante sulla base di ragioni fondate, sorrette da prove certe e non discutibili e per questo ci sentiamo di riconoscere l’interesse con cui è stata condotta l’attività e il coraggio della decisione. Quello che più ci interessa in quanto Amministratori e rappresentanti di comunità è certamente la sicurezza dei nostri concittadini e delle persone in generale e se il provvedimento è indispensabile a garantire il bene primario dell’incolumità, ne sosteniamo l’adozione. D’altra parte, la situazione che si viene a creare ci desta fortissima preoccupazione per il fatto che la totale interdizione al traffico sulla E45 non trova in quel tratto una viabilità alternativa, essendo la parallela strada provinciale non più agibile da anni. Ciò comporta non solo l’interruzione della viabilità tra Emilia-Romagna e Toscana, ma “spezza” a metà l’intero sistema viario dell’Italia, con gravissimi danni di natura economica e sociale, con prevedibili e gravi disagi per i nostri territori e paesi, che si troveranno a subire il deflusso di migliaia di veicoli costretti a trovare vie secondarie per le strade dell’appennino. In qualità di Sindaci dei territori interessati direttamente da questa situazione e dalle conseguenze che ne deriveranno in concreto, Vi chiediamo di attivarvi con ogni sforzo e con tutti gli strumenti possibili al fine di attuare le migliori soluzioni alla situazione creata e per gestire le ripercussioni che la stessa avrà sui nostri paesi”.

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