«Mi portava a scuola in scooter così mi toccava dappertutto»

RIMINI. Sarà interrogato questa mattina dal giudice Benedetta Vitolo il 68enne cittadino sud americano arrestato il giorno di San Stefano dai carabinieri della Compagnia di Riccione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata continuata. Stupri di cui per molti anni, nel paese natale e poi nel Riminese dove tutta la famiglia si è trasferita in fasi successive, stando al capo d’imputazione scritto dal sostituto procuratore Davide Ercolani, sono state vittime cinque nipoti: le tre figlie di due sue sorelle, e le bambine del figlio.

Il peggio del peggio

«La mattina era mio nonno ad accompagnarmi a scuola con lo scooter. Lui mi faceva mettere davanti e in quella posizione mi toccava dappertutto». Non c’era pace per le cinque nipoti su cui l’uomo ha messo le mani fin da piccolissime. Risvegli drammatici che in particolare ha dovuto vivere una delle ragazzine del figlio. «Una volta mi sono svegliata e mio nonno mi stava toccando il seno per poi scendere giù giù, sotto i vestiti». In diverse altre circostanze, invece, gli assalti erano iniziati mentre dormiva ed erano stati consumati per intero. Non c’era limite: in casa, come in spiaggia in mezzo alla gente. Appena ne aveva l’occasione, hanno raccontato tutte le vittime, cercava di avere un rapporto sessuale. Anche feticista: spesso costringeva le nipoti a consegnargli le mutandine indossate.

Storia sconvolgente

Una vicenda tra le più crude, ammesso che alle violenze su delle creature indifese si possa applicare una scala gerarchica, trattate dagli uffici al terzo piano del palazzo di giustizia. E forse anche per questo motivo il Pm Ercolani, che per aiutare a raccogliere le sconvolgenti confidenze ha fatto affiancare due assistenti sociali ai militari dell’Arma riccionese, ha voluto guardare subito negli occhi quell’uomo: c’era anche lui sull’uscio di casa quando i carabinieri hanno ammanettato il bruto. Quest’anno sulla sua scrivania e su quella della collega Paola Bonetti i fascicoli aperti per abusi sulle fasce deboli sono aumentati del 20 per cento. Oltre cento le ordinanze di custodia cautelare richieste nel 2018. Per aiutare nel più breve tempo possibile le vittime ed assicurare i loro aguzzini alla giustizia i due magistrati si avvalgono della preziosissima collaborazione data da tre poliziotte distaccate dalla questura e da diverse psicologhe.

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