Pesce mal conservato e irregolarità, accertamenti in Romagna della Guardia costiera

E’ in corso in queste ore un’intensa attività di polizia volta alla repressione di attività illecite sulla filiera della pesca, condotta in tutta Italia dalla Capitaneria di Porto denominata “Confine illegale”. Nell’ambito della giurisdizione di competenza (tra Cesenatico e Cattolica, coprendo le zone interne delle province di Rimini e Forlì-Cesena), e sotto il coordinamento del Centro di controllo area pesca della Direzione Marittima di Ravenna, la Guardia costiera ha effettuato 396 controlli (comprensivi delle fasi di sbarco del pescato, centri di grande distribuzione, vettori di trasporto su gomma, piccoli rivenditori e ristorazione); 19 i soggetti verbalizzati ai quali sono state comminate sanzioni pecuniarie per complessivi 40mila euro e sequestrati circa 921 kg di prodotto ittico.

Tra le irregolarità riscontrate più frequentemente c’è il mancato rispetto della normativa comunitaria e nazionale relativa alla tracciabilità ed etichettatura del prodotto ittico, infrazioni rilevate soprattutto a carico di esercizi commerciali, pescherie e ristoranti. Nell’ambito degli accertamenti è stato, inoltre, rilevato del prodotto ittico in cattivo stato di conservazione e contestato il superamento della quota massima annuale di cattura accessoria di Tonno Rosso, per il quale si è proceduto ad elevare un verbale amministrativo pari a 8mila euro e al sequestro di 15 esemplari.

“La finalità dell’operazione, che si concluderà il 31 dicembre prossimo – si legge in una nota -, è quella di verificare attentamente il rispetto della normativa in materia di cattura, produzione, commercializzazione dei prodotti della pesca, a garanzia della filiera della pesca e dei consumatori, soprattutto durante le festività natalizie che per tradizione richiamano sulle tavole degli italiani molti piatti a base di pesce”.

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