Il vincitore di X Factor 2018 ha subìto una violenta aggressione sui social e sui giornali per i suoi like a Salvini e CasaPound. Stavo ancora in uno stato, ormai rarissimo, di pensiero dolce, gioioso, quasi di pace, con uno slancio positivo sul futuro, di speranza nuova per la vittoria di Anastasio, qualcosa di vivo all’orizzonte e, patatrac, come diceva il buon Marx, il morto acchiappa il vivo. Confesso che sono uno spettatore appassionato di X Factor. Quei ragazzi, anche ragazzini, che coltivano una passione, un talento, che si mettono in gioco, che sfidano il futuro, che rischiano, perdono, vincono, mi danno emozioni. Forti. E poi vedi la potenza del lavoro che ti fa crescere, che ti fa correggere gli errori. E vedi all’opera i professionisti, della voce, del suono, dell’immagine, delle scene. Arti, mestieri.

Tifavo per Anastasio, un inedito strepitoso, ha poi rifatto Generale, la canzone della mia giovinezza politica, di De Gregori, quello che io avrei voluto essere nella vita, in maniera straordinaria. Ogni settimana rifaceva una canzone sacra, con parole sue, senza dissacrarla. Con parole forti, intelligenti, con sguardi belli, occhi vivissimi, gesti appassionati.

All’inizio, preso un po’ dallo sconforto dei tempi, pensai che non potesse durare. Uno così, oggi, in una trasmissione televisiva, esce subito, mi dicevo. E invece no! Ha vinto! Quindi c’è vita? C’è vita! Se centinaia di migliaia di ragazzi votano uno come Anastasio, il vivo non si farà acchiappare dal morto, pensavo.

E invece il morto si è ripresentato subito. Un pensiero malato, il retropensiero, il pregiudizio, dominanti di un tempo senza pensiero. Ha messo un like a Salvini e uno a Casa Pound, quindi è fascista, hanno detto. Lui ha risposto che può approvare una cosa che ritiene giusta a prescindere da chi la dice. Si può essere d’accordo o meno, ma è un pensiero, di un ragazzo di vent’anni, non banale. Ha aggiunto che ha fatto anche una canzone ispirata al Napoli di Sarri, un comunista. Che si ispira a Caparezza, uno di sinistra, che a me non piace nonostante sia pugliese, e a De Andrè, che a me piace moltissimo nonostante sia genovese.

Destra? Sinistra? È un bel casino, ha aggiunto Anastasio, “non si capisce più niente”. Come dargli torto?

Sono oggi etichette che nascondono il nulla.

Sull’immigrazione ha detto che l’accoglienza è la prima cosa, ma, citando Ratzinger, ha aggiunto: “ognuno dovrebbe avere il diritto di non emigrare”. Minchia! Direbbe Gaber.

Ancora: “il problema è gigantesco, ma si ragiona per utopie”.

Si poteva fare una critica più dura a Salvini?

Però bisogna capirle le cose, i pensieri, i concetti, miei cari detrattori di Anastasio.

Sì si poteva fare una critica più dura, l’ha fatta, sempre Anastasio: “Salvini è il miglior Youtuber d’Italia”. Minchia!

E pensare che un terzo degli italiani pensa sia un politico, uno statista, addirittura.

Chi non ha un pensiero ed è attaccato alle tastiere, o scrive sui giornali, o parla in televisione, conduce trasmissioni televisive, non può riconoscere il pensiero di un ragazzo di vent’anni, di grandissimo talento, che guarda il mondo con curiosità, senza pregiudizi, per farsi un giudizio sulle cose. Un artista! Sì, in questo ragazzo vedo il genio dell’artista, che guarda il mondo e vede ciò che altri non vedono, non comprendono.

E vedo in chi l’ha sostenuto una speranza!

C’è vita.

(*) già Parlamentare

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