Il Ministro Centinaio ha detto che con la legge di riforma del demanio marittimo, che lui medesimo presenterà, l’Italia andrà in procedura di infrazione europea. Al 99.9%. Bene, chi pagherà? Ho conosciuto Centinaio in alcune trasmissioni televisive, è uno bravo, capisce la politica e ha competenza in campo turistico. Infatti ha fatto, alcune settimane fa, una proposta politica intelligente, quella di istituire un tavolo tecnico, con professionisti esperti, espressi dal governo e dalle associazioni di categoria per trovare una soluzione tecnicamente possibile. I partiti e le associazioni facciano un passo indietro, ha aggiunto. Feci io lo stesso tentativo un paio d’anni fa. Qual è il senso? Uscire dalla estenuante discussione politica e, carte e sentenze sul tavolo, andare verso la soluzione possibile. Auguri.

Ho fatto mille dibattiti con super esperti che cambiavano opinione in funzione dell’organizzazione o dell’azienda che pagava il loro onorario.

Sulla procedura di infrazione, ho visto che molti balneatori hanno esultato. Il ministro fa la legge che vogliamo nonostante l’Europa bastarda. Bravo ministro. Perderanno la concessione dopo aver pagato un multa salata. Loro non lo Stato.

Ricordo il 2009, procedura di infrazione in atto, legge demagogica della Regione E.Romagna, 20 anni per tutti, in arrivo multe e bandi già dal 2010. Facciamo la norma che cancella il rinnovo automatico, motivo principale della procedura, e proroga le concessioni di 5 anni. In attesa di una legge di riforma. In accordo con l’Europa.

Incontro fra il ministro Fitto, il sottoscritto e tutte le associazioni di categoria. Per alcuni non era sufficiente. E Fitto disse: “va bene, se non basta, faccio una legge in cui vi do non 5 ma 50 anni. Andiamo insieme con le bandiere a Bruxelles e se poi non cancellano la procedura e vi tolgono le concessioni in virtù di decisioni della Commissione o di sentenze della Corte Europea, pazienza, ci abbiamo provato, vi va bene? Ci assumiamo tutti questa responsabilità?” Silenzio assordante!

Centinaio mi perdonerà, ma è più o meno il senso della sua posizione. Meno chiara, più furbina.

Facemmo approvare la norma. Un respiro di 5 anni. E ci mettemmo al lavoro per la legge di riforma. Uscire dalla Bolkestein? Impossibile! Mi sembra che nemmeno il governo attuale, dopo averlo promesso, persegua questa strada. Anche perché senza Bolkestein rimangono i Trattati. Ed è peggio. Perché è la Bolkestein che introduce il concetto di interesse nazionale.

Fitto preparò una bozza di legge con la quale, dopo il 2015, si sarebbero fatte le evidenze pubbliche, con una serie di garanzie per i concessionari uscenti.

La Bozza Fitto fu bruciata nelle piazze.

Nel frattempo dovemmo, con Fitto, gestire uno svolazzo di Tremonti, che convinto, in una giornata di sole cocente, dal suo bagnino in Versilia, propose, in finanziaria, una norma che prevedeva diritto di superficie per 90 anni. Poi nuovi governi e nuovi ministri, ogni volta si ricomincia d’accapo. Intanto cresceva la rivolta rumorosa dei toscani. E non solo. Contro Fitto e contro il sottoscritto. Pensavo di averli salvati e invece li stavo perdendo. Interrompo le mie vacanze a casa mia, Santa Maria di Leuca e vado in Versilia. Voglio capire. Perché a Rimini, casa mia anche quella, la riforma va bene.

E capisco. Gli insediamenti sulle spiagge della Versilia sono molto più consistenti di quelli romagnoli. Dal punto di vista immobiliare e non solo. Il rischio di perdere tutto in una gara fa più paura. Me ne faccio carico. Più avanti. Colgo al volo la proposta che veniva dal sottosegretario all’Economia e dal direttore della Agenzia del demanio. Sdemanializzazione delle aree più interne, quelle che non hanno più una funzione demaniale, dove ci sono già insediamenti consistenti. Vendita o diritto di superficie, non per le spiagge, per quelle aree.

I giornali titolano: “il governo vende le spiagge”. Game over.

Poi con il ministro Costa torniamo su uno schema Fitto, rafforzato. Nel frattempo c’è la sentenza della Corte Europea che sancisce il no definitivo alle proroghe e al rinnovo automatico, ma riconosce la validità dell’interesse nazionale e il principio del legittimo affidamento. Ho una concessione pubblica, le precedenti norme mi garantivano tempi lunghi se non infiniti, se cambiano le norme, mi devi riconoscere il legittimo affidamento. Mia posizione da sempre.

Costa presenta un progetto di legge che contiene il legittimo affidamento, con periodo di transizione da un sistema all’altro, riconoscimento degli investimenti e del valore commerciale dell’impresa, più altre norme di garanzia per le imprese esistenti.

Che non possono essere cancellate per legge.

Approviamo il testo alla Camera, relatori Pizzolante e Arlotti. Si blocca al Senato, finisce la legislatura. In campagna elettorale prevalgono le promesse di fuoriuscita dalla Bolkestein, proroghe di 50 anni.

Centinaio dice adesso, procedura di infrazione. Al 99.9%. Auguri. Pioverà sulle spiagge.

(*) già parlamentare

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