Differenziata, nel 2017 Forlì e la Romagna fanalini di coda

FORLI’. In quanto a classifiche Forlì e provincia fino ad oggi sono messe tutt’altro che bene. Penultima Forlì fra i capoluoghi di provincia della regione in quanto a smaltimento pro capite di rifiuti, e addirittura “sacco nero”, ovvero un premio in negativo, per Sogliano al Rubicone che non arriva a differenziare il 15% dei rifiuti pur avendo una discarica dietro l’angolo. I dati resi noti da Legambiente ieri all’ “Ecoforum” tenutosi in città, però sono quelli 2017, a Forlì e nel circondario i rifiuti li raccoglieva e smaltiva ancora Hera, mentre Alea si stava costituendo e preparando all’anno di passaggio, il 2018 che finirà tra poco aprendo il 2019 all’era del nuovo porta a porta e della tariffa puntuale. E in generale il quadro che emerge è quello di una Romagna nettamente indietro rispetto alla zona più orientale dell’Emilia dove, da Modena in poi, si sono concentrati i premi ai comuni più “ricicloni”.

Ecoforum

Legambiente Emilia Romagna ha comunque scelto proprio Forlì, «proprio per sottolineare l’importanza del cambiamento innescato da 13 Comuni con la creazione di Alea» ha commentato il direttore regionale di Legambiente Giulio Kerschbaumer. Il dato generale positivo è che nel 2017 si sono ridotti di 100.000 tonnellate i rifiuti urbani smaltiti in regione, pari alla capacità di un inceneritore o di una discarica. «Cittadini e Comuni stanno facendo la propria parte ora tocca alle imprese accelerare sui propri rifiuti speciali – ha commentato il presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini –. Per chiudere il cerchio serve sviluppare ulteriori impianti di riciclaggio, e promuovere il mercato dei prodotti ottenuti con materia prime seconde».

Il quadro regionale

Insomma, in regione gli ambientalisti registrano luci e ombre. «Le prestazioni delle amministrazioni comunali premiate oggi – sottolinea Legambiente – confermano i continui passi avanti nella corretta gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna: sono infatti 76 i Comuni sopra il 75% di Raccolta differenziata (22 in più del 2016). Se si guarda invece al rifiuto indifferenziato, ben 85 comuni smaltiscono meno di 150 kg/abitante all’anno. Nel 2014 erano solo 43». Ma fra i virtuosi di comuni forlivesi per ora non ce ne sono. «Siamo venuti apposta per la prima volta in Romagna perché siamo fiduciosi che questa scelta dei Comuni di investire su Alea porterà ottimi risultati di cambiamento – dice il direttore regionale –. So delle polemiche, tutto già visto. Succede sempre così laddove si prova a cambiare le abitudini dei cittadini, non è facile, ma passato un anno, quando il sistema entra in funzione, tutti si accorgono dei benefici».

In Romagna

Se per Forlì dunque si spera in meglio nonostante la pessima performance di partenza, visto che risultava nel 2017 penultima in classifica per quantità di rifiuti pro capite smaltiti con 328 kg a testa, prima solo a Ravenna che è fanalino di cosa con 338 kg (meglio Cesena con 264,4Kg a testa e Rimini con 268,6, i dati sono dell’Arpae) contro i 105 di Parma al primo posto, Legambiente si dice preoccupata per l’«immobilismo» ravennate ed evidenzia la menzione negativa per Sogliano: «Non l’ultimo della regione in quanto a raccolta differenziata, ferma al 14%, ma certamente quello meno giustificato visto che non è in alta montagna e soprattutto beneficia di ingenti risorse che arrivano dalla grande discarica sul suo territorio».

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