Un teatro vale i posti auto?

Un teatro val bene un parcheggio? Personalmente penso di sì, in ogni situazione. Ma ancor di più se inserito in un contesto di recupero della storia della città come avviene per la “partita” Teatro Galli, Rocca Malatestiana e cinema Fulgor. Sgombriamo il campo da equivoci, i soldi spesi per il recupero dei tre edifici non potevano essere utilizzati per altri scopi, né per le strade malmesse né per lo stadio ancora in attesa di interventi necessari, per citare solo due esempi. Quando parla dell’intervento in questione, il sindaco Andrea Gnassi lo definisce un “Guggenheim rinascimentale e un Guggenheim dedicato a Fellini”, paragonandolo al museo di arte contemporanea simbolo della città di Bilbao, divenuto un vero polo di attrazione turistica. Parla di dialogo tra il Teatro e la Rocca, tra l’800 e il Rinascimento, si accalora quando descrive il futuro museo Fellini che si snoda tra il Fulgor, la Rocca e le aree all’aperto comprese (riqualificate e senza più auto). Troppo entusiasmo? Paragoni esagerati? Termini troppo eclatanti? Beh, un po’ ci sta. Chiunque quando parla della persona cara tende ad elogiarla anche eccessivamente e Rimini per Gnassi è la sua amante capricciosa. Ma è indubbio il risultato finale. A Rimini avevamo un teatro distrutto dalla guerra (anche se mi piaceva la palestra che ospitava), un cinema in decadimento e chiuso, ed una Rocca, ex carcere, a fare da sfondo per un parcheggio. Al loro posto avremo un percorso storico, culturale e ricreativo in pieno centro storico che si snoda attraverso tre edifici fruibili a tempo pieno. Un museo Fellini finalmente degno del Maestro, un teatro che oltre alla sua funzione principale diventerà un punto di ritrovo e aggregazione (i servizi di ristorazione) e di riscoperta storica (nel sotterraneo sarà possibile visitare i resti della vecchia città sopra la quale è stato edificato ed i mosaici ritrovati e restaurati). Non avremo il teatro com’era e dov’era, avremo il teatro come sarà, inserito nella città che sarà. Perchè dietro tutto quanto l’intervento c’è un progetto ben preciso, una visione chiara della città proiettata in una prospettiva ben definita. Che poi può piacere o non piacere, ma non può essere messa in discussione per un parcheggio, anche perchè poi i posti auto saranno sostituiti ed aumentati. Magari dovremmo fare qualche metro in più a piedi. Ma è solo questione di abitudine. Ed è meglio iniziare ad abituarsi, perchè così quando finalmente sarà pedonalizzato anche il Ponte di Tiberio non ci lamenteremo perchè non passano più le auto…

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui