Tegola Scm Group: chiudono le fonderie, 120 esuberi

RIMINI. La chiusura delle fonderie di Rimini, il ridimensionamento dello stabilimento di Verucchio. E 120 esuberi. E’ la tegola che cade sui lavoratori di Scm Group, dopo la decisione assunta dal cda dell’azienda a causa dei problemi del comparto. A renderlo noto è il segretario regionale della Fiom Emilia-Romagna, Bruno Papignani. “Poco fa sono stato raggiunto da una telefonata proveniente dalla direzione aziendale della Scm Group – riferisce Papignani su Facebook – una telefonata che avrei francamente fatto a meno di ricevere”. L’argomento, spiega il leader Fiom, “riguarda le forti perdite delle fonderie che fanno parte del gruppo e la conseguente decisione assunta dal cda di chiudere il sito di Rimini e ridimensionare quello di Verucchio, sempre in provincia di Rimini”. L’azienda, continua Papignani, ha assicurato di essere “impegnata a trovare una soluzione condivisa, agendo prevalentemente sulla volontarietà”. Ma, mette in guardia il sindacalista, “trattandosi di 120 esuberi che verranno formalizzati nelle prossime ore e della chiusura di uno stabilimento, mi riesce difficile immaginare un punto di incontro”.

Scm Group, ricorda Papignani, “è uscita l’anno scorso da una crisi durata molti anni e governata senza traumi dal sindacato. Oggi, per le stesse dichiarazioni aziendali, vi è una ripresa sostanziale e nel gruppo le cose vanno bene anche in termini di fabbisogni occupazionali”. In occasione dell’ultimo integrativo, continua il segretario Fiom, “avevamo discusso le criticità del comparto delle fonderie e la necessità di investimenti. Niente che giustificasse questa decisione di ristrutturare gli assetti produttivi del gruppo attraverso chiusure ed esuberi”. Secondo Papignani, dunque, “la soluzione sta nell’esaminare bene e in forma congiunta la situazione, per arrivare a un’intesa che non preveda nessun licenziamento”. Nella discussione, promette il leader delle tute blu, “verranno coinvolti tutti i lavoratori del gruppo e decideremo come rispondere”. Della situazione sono informati i sindacati territoriali, così come “Fim, Fiom e Uilm nazionali riuniranno il proprio coordinamento rapidamente, come rapidamente intendiamo fare l’incontro con l’azienda”.

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