RIMINI. Un cittadino albanese di cinquanta anni è finito in manette con l’accusa di aver maltrattato la figlia venticinquenne, residente a Rimini: picchiata nei giorni scorsi (lesioni per dieci giorni di prognosi) solo perché lui è contrario alla relazione della ragazza con un italiano. La ragazza, nei giorni scorsi, dopo aver subito il pestaggio da parte dell’uomo, che non abita assieme a lei, aveva denunciato l’episodio ai carabinieri. Sabato sera, però, lui è tornato ad avvicinarsi alla casa della ragazza (è stato visto anche da un vicino) e lei, spaventata, ha chiesto aiuto a una pattuglia. Alla vista delle divise l’uomo ha cominciato a dare in escandescenza e una volta in caserma ha tenuto un atteggiamento non collaborativo al punto da rifiutare l’identificazione così da lasciare intendere che non fosse neppure capace di intendere di volere. Resistenza e maltrattamenti. Una circostanza esclusa, almeno per il momento dopo qualche accertamento, tanto che l’albanese, difeso dall’avvocato Filippo Airaudo, è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Nel frattempo però, una attenta valutazione della denuncia della figlia ha portato all’emissione di un ordine di cattura anche per l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

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