Belaburdéla marinèra

Ven 29 Giugno 2018 | Redazione Web


Belaburdéla marinèra

Tue 17 September 2019 | Redazione Web

Da un anno scarso è esplosa la rivoluzione sulla spiaggia di Rimini nord e sud: sulla sabbia si può mangiare. La svolta ha scatenato la fantasia di giovani bagnini con la voglia di innovare e unire al relax della spiaggia qualche sfizio. È il caso di Stefano Lappi e Chiara Cenci, giovane coppia di Torre Pedrera che ha ricostruito da zero il Bagno 70 ribattezzandolo in dialetto Belaburdéla e dandogli una veste nuova non solo nell’arredo, giovane e piacevole, ma anche nella filosofia ecocompatibile. Dotandolo poi di una cucina fresca e sprint fatta di molti prodotti del territorio e dell’Adriatico, guidata con entusiasmo dal giovane cuoco Rafael Feliz.

Tre carte semplici: una per le colazioni, dalle 8 alle 12, con pancake, molta frutta e yogurt, toast curatissimi, torte fatte in casa fresche ogni mattina. Inoltre gli ormai immancabili smoothies ed estratti, oltre alla caffetteria e pasticceria fresca. Poi una carta pranzo, servito dalle 12 alle 15.30, dove Rafael propone poche ma ragionatissime portate suddivise fra piadine, panini, insalate e due paste: spaghetti alla chitarra e gnocchi di patate.

Punti fermi: il pesce fresco dell’Adriatico, alici, cefalo, sgombro e vongole, e la verdura di stagione «del mio ortolano» di cui Rafael fa nome e cognome, e che coltiva poco distante dal mare. «Posti dove si può cucinare così ce ne sono pochi, per me è stimolante. Cercare ogni giorno gli ingredienti è quello che mi piace fare». Lo squacquerone poi arriva da San Mauro Pascoli, il pane da San Patrignano.

Il tutto a prezzi onestissimi considerato soprattutto il contesto vacanziero e sabbia e mare a due passi. Anche i nomi dei piatti sono in dialetto, Stefano Lappi spiega perché: «La nostra riviera deve rinnovarsi e ha un solo modo che può funzionare: valorizzare la propria identità. Chi viaggia cerca l’anima dei luoghi, noi abbiamo il nostro mare, ma anche i nostri sapori e io ci metto anche la nostra lingua.

Tutti vanno a casa imparando almeno una parola nuova». Belaburdéla ad esempio, per chi romagnolo non è. Tanti piccoli dettagli di cura per coccolare chi è in cerca di relax, ma anche per rispettare un ambiente a lungo sfruttato senza riguardi dall’industria turistica. Al Belaburdéla i decori sono i tronchi lasciati dalle mareggiate, l’acqua si spilla da un erogatore dove i bagnanti ricaricano sempre la stessa bottiglia senza comprarne continuamente di nuove, si sa che il mare di plastica non ne può davvero più.

Quanto voteresti questa pagina?

Clicca sulla stella per votare

Voto medio / 5. Conteggio voti:

Tag:, , , ,

Scrivi un commento...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *