FORLÌ. Un’esplosione di colori ha invaso il reparto di pediatria dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”. Quattro sale comuni sono state arredate da pannelli di varie dimensioni con figure di animali, paesaggi, castelli, fate sotto forma di cartone animato; il tutto per umanizzare le strutture ospedaliere rendendole più accoglienti e facendo sentire meno lontani da casa i bambini ricoverati.

«Grazie al contributo del Lions Club Forlì Host – spiega Elena Vetri, della direzione sanitaria del presidio ospedaliero – ora l’ospedale è in grado di offrire ai bambini un mondo di fantasia anche in momenti particolari della loro vita caratterizzati da paure, in modo da alleviare tensioni e ansie».

«L’intenzione è quella di rendere meno traumatizzanti le esperienze in ospedale – le fa eco il dottor Enrico Valletta, direttore dell’Unità operativa di Pediatria-. Nonostante le difficoltà per la realizzazione di queste opere di umanizzazione degli ambienti, specialmente economiche, siamo riusciti a realizzare il matrimonio tra un ente pubblico come l’ospedale e uno privato come il Lions Club Forlì Host, in modo da iniziare e concludere in tempi certi il progetto».

Come spiegato Paolo Talamonti, presidente del Club service, «l’intezione è quella di andare incontro alle necessità dei più giovani in modo da essere efficaci nel tempo sviluppando un’idea che duri negli anni e aiuti i bambini durante il periodo di cura».

L’artista ideatrice di tutte le opere è la forlivese Sally Galotti, che grazie alla sua esperienza lavorativa alla Walt Disney Pictures ha imparato a comunicare con i bambini tramite il linguaggio del disegno.

Quello di Forlì è solo uno dei suoi numerosi lavori nell’ambito del riadattamento degli spazi pediatrici, progetti che sta portando avanti accompagnati da un percorso di studi e collaborazione con il dipartimento di Psicologia Dinamica di Bologna. «Abbiamo utilizzato inchiostri ecologici e materiali che garantiscono assolutamente la salute dei bambini – spiega l’artista – per realizzare un progetto che sia in grado di segnare un cambiamento dei reparti pediatrici».

Chiara Caraboni

 

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