FORLI’. Saranno giudicati con rito abbreviato, come richiesto dal loro legale, il 10 aprile prossimo il dirigente del Servizio urbanistica Massimo Visani e il responsabile dell’Unità riqualificazione urbana Stefano Bazzocchi – entrambi del Comune di Forlì.

Sono indagati per abuso d’ufficio nell’inchiesta per l’incarico esterno conferito nel 2016 da sindaco e giunta forlivesi al geologo Nicola Dall’Olio, in quel momento capogruppo del Pd di Parma e tornato prepotentemente alla ribalta nei giorni scorsi perchè la Procura ha indagato nuovamente le assessore comunali Elisa Giovannetti, Francesca Gardini e Maria Grazia Creta dopo le registrazioni dell’esponente del Movimento 5 Stelle e dipendente comunale Alessandro Ruffilli. Dopo il rinvio della settimana scorsa, ieri mattina si è tenuta l’udienza davanti al giudice per le udienze preliminari Monica Galassi, alla quale Fabio Malpezzi, legale dei due tecnici del Comune, ha chiesto il rito abbreviato non condizionato, diritto previsto dalla legge e accolto dal giudice che ha fissato il processo per il 10 aprile.

Il caso

L’accusa ipotizzata nell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, è di abuso d’ufficio, la stessa che era stata mossa al sindaco Davide Drei e alla giunta, posizioni poi tutte archiviate. Secondo l’ipotesi degli inquirenti i due architetti comunali avrebbero predisposto una delibera dirigenziale da sottoporre alla giunta con la quale sottolineavano l’urgenza, senza specificarne le ragioni, del procedimento per l’affidamento dell’incarico al geologo, indicato come persona con requisiti univoci tali da renderlo adatto all’incarico. Una procedura “diretta” che secondo l’accusa avrebbe impedito ad altri potenziali candidati la possibilità di partecipare alla procedura comparativa per la selezione dell’incaricato.

Il compenso per il geologo incaricato sarebbe stato di 10.900 euro, cifra che riporta alle norme comunali che prevedono come sotto una soglia si possa affidare un incarico senza la procedura. Anche se nell’ultima udienza l’ipotesi accusatoria è leggermente modificata, valutando l’operato dei due tecnici comunali non per “nasconderlo” alla giunta, ma d’accordo con essa. Un abuso di ufficio non per danneggiare qualcuno, ma in favore di qualcuno. Per questo la parte offesa, in questo caso lo Stato o l’ente pubblico, non può costituirsi parte civile. Adesso il processo si svolgerà davanti al Gip il 10 aprile con quanto contenuto nel fascicolo.

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