Gli amministratori cercano la pace. Dopo i disordini alla fine del derby fra biancorossi e bianconeri da Cesena parte una lettera aperta ai colleghi forlivesi per cercare una riappacificazione. La proposta: “Organizziamo insieme un momento pubblico per garantire il rapporto positivo fra le due tifoserie”

Il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l’Assessore allo Sport Christian Castorri si rivolgono al Sindaco di Forlì Davide Drei e all’Assessora allo Sport del Comune di Forlì Sara Samorì dopo i disordini seguiti al derby fra Forlì e Cesena.

«Caro Davide, cara Sara, – scrivono Lucchi e Castorri – siamo certi che anche voi sarete rimasti duramente colpiti dagli episodi verificatisi ieri sera allo stadio “Morgagni”, durante e alla fine della partita di calcio tra F.C. Forlì e Cesena F.C.

Quella che avrebbe dovuto essere una grande festa di sport, ma anche l’occasione per onorare i 100 anni del Forlì (che, non a caso, si era dotato di una speciale maglia commemorativa) e per ricordare la memoria di Vittorio Zanetti, già capitano di entrambe le squadre, scomparso di recente, si è trasformata, purtroppo, in una rissa, terminata “in bellezza” con la chiusura al Cesena F.C. della sala stampa dello stadio “Morgagni” e soprattutto con l’aggressione al cronista e all’operatore di Teleromagna, impegnati nel loro lavoro di garantire la telecronaca della partita.

Si tratta di episodi, che purtroppo hanno avuto tra i protagonisti anche dirigenti di primo piano della squadra forlivese, che nulla hanno a che fare con lo spirito che le nostre comunità, entrambe Città europee dello sport (Cesena nel 2014, Forlì nel 2018), sanno di esprimere grazie a valori sportivi e solidali fortissimi.

È per questo che riteniamo non si possa essere testimoni inermi del clima venutosi a creare, che nulla ha a che fare con noi, con i tifosi delle due società, con le nostre comunità.

Per questo vi segnaliamo che ci piacerebbe convocare quanto prima, assieme a voi, i dirigenti del F.C. Forlì e del Cesena F.C., per prevedere un momento pubblico nel quale chi ha palesato comportamenti indegni della nostra comune cultura sportiva possa scusarsi, garantendo quel rapporto positivo tra le due tifoserie che ci pare indispensabile, anche per rispetto che tutti dobbiamo ai tanti forlivesi che da sempre frequentano l’Orogel Stadium “Dino Manuzzi” per tifare i colori bianconeri di quella che, non a caso, tanti continuano a definire la “Nazionale di calcio della Romagna”».

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