Acquisto dei padiglioni della Fiera, doppio esposto del M5s

FORLI’. Sull’acquisizione dei padiglioni della fiera da parte del Comune per 1,7 milioni, operazione varata a maggioranza dal consiglio comunale lo scorso ottobre, il Movimento 5 Stelle forlivese annuncia un doppio esposto alla Procura e alla Corte dei Conti. L’acquisizione degli spazi in via Punta di Ferro erano stati giustificati con la volontà di utilizzarli, in caso di terremoto importante, per alloggiare fino a 5000 sfollati da Forlì ed eventualmente dal circondario. Fin dalla discussione consigliare, come riportato a suo tempo dal Corriere Romagna, il Movimento 5 Stelle aveva criticato l’operazione evidenziando che i locali non fossero a norma antisismica, sostenendo che l’operazione fosse solo un “mero provvedimento mirato ad impedire il crack dell’ente fieristico attraverso l’estinzione del mutuo, guarda caso proprio di 1,7 milioni, che la stessa Fiera aveva acceso con Cassa dei Risparmi di Forlì, da poco fusa in Intesa Sanpaolo, peraltro socio dello stesso Ente Fiera. Guarda caso, l’unico socio a scucire del denaro per risanare la Fiera fu proprio il Comune”. Ora però la vicenda ha un nuovo sviluppo. Ovvero una determina dirigenziale del Comune nega l’ok alla dirigenza della Fiera (alla quale sono comunque affidati in gestione, e in affitto, i locali) per procedere all’adeguamento antisismico, per il quale la stessa amministrazione aveva detto di aver avuto finanziamenti dalla Regione per 250mila euro. “Non solo quell’adeguamento non è mai stato realizzato, ma il progetto per l’autorizzazione sismica, presentato nell’agosto scorso agli appositi uffici comunali (che solo da pochi mesi gestiscono questo servizio), è stato addirittura respinto – fa sapere oggi il Movimento 5 Stelle, ed effettivamente la determina firmata dal tecnico del responsabile dell’Unità sismica Carlo Ravaioli è appena stata pubblicata -. E’ stato lo stesso Comune di Forlì a dire che il progetto di adeguamento sismico non andava bene, bocciandolo. Un incredibile paradosso che si aggiunge ad una vicenda già di per sé assurda, dove il Pd ha voluto a tutti i costi spendere una barca di soldi per acquistare immobili non antisismici”.

Sempre secondo i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle, “questa pratica antisismica risulta essere l’unica rigettata dagli uffici tecnici sulle circa 130 pratiche gestite dal servizio comunale in questi primi 6 mesi di esistenza”, inoltre “il Comune potrebbe aver già perso quel finanziamento di 250mila euro per non averlo speso nei tempi concessi”. Il progetto viene giudicato “non esauriente” e i presenta 2 difformità rispetto alle norme tecniche sismiche”. Per tutto questo il gruppo dei Cinque stelle annuncia un doppio esposto. 

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