La “Bassini” di Forlì insegna l’arte del pane in Congo

FORLI’. L’azienda forlivese di panificazione “F.lli Bassini 1963”, che ha sede in via Golfarelli, è impegnata in Africa per un progetto di grande solidarietà finalizzato a sostenere la salute e il benessere di donne e bambini.

Attiva sul campo

Il luogo dell’intervento è Kisantu, cittadina a 170 chilometri dalla capitale del Congo Kinshasa, dove grazie all’impegno del responsabile della produzione Noël Haegens, e alla collaborazione dell’associazione non governativa belga Solfa, si produce e distribuisce cibo ad alto contenuto nutrizionale, proprio per far fronte ai problemi delle fasce più deboli della popolazione. Ma non solo. Il panificio attivato, infatti, è anche centro di formazione per panettieri, che imparano un mestiere e familiarizzano con le tecnologie alimentari.

Filiera virtuosa

Si parte con la produzione di latte di soia sfruttando la coltivazione delle fave del legume, trasformate in latte e polpa, in un terreno condotto dalle donne del posto. Materie prime ad alto valore nutrizionale che tre panettieri al lavoro su impastatrice, cella di lievitazione e forno trasformano a ciclo continuo in una sorta di brioche, pane, bevanda e barrette con frutta secca, tutti a base di soia.

Beni preziosi

Si parla quindi di alimenti che si mantengono abbastanza a lungo, nonostante le condizioni climatiche locali, e che sono messi in vendita in una sorta di spaccio che si trova all’ingresso dell’ospedale. «Le persone che li acquistano – ricorda la “Bassini” – sono titolari di una carta fedeltà che permette loro di accumulare punti che possono essere utilizzati per ottenere servizi sanitari presso l’ospedale adiacente. In questo modo si chiude il cerchio: ci sono persone che lavorano e ottengono un salario per produrre alimenti e chi acquista questi prodotti ottiene in cambio la possibilità di usufruire gratuitamente dei servizi sanitari. L’impegno della nostra azienda, oltre all’acquisto dei macchinari, è quello di trasmettere il mestiere della panificazione ai giovani impegnati nella piccola struttura di Kisantu».

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