Electrolux torna ad assumere a tempo indeterminato

FORLI’. Sindacati molto soddisfatti per la decisione dei vertici Electrolux dello stabilimento forlivese di Villanova di assumere a tempo indeterminato di 6 lavoratori, arruolarne altri 15 a tempo determinato ma con una durata più lunga rispetto al passato, con il contestuale arrivo in trasferta di un’altra ventina di unità provenienti dallo stabilimento di Solaro (Milano), che si trova attualmente in difficoltà produttiva.

Scelta auspicata

«Si tratta di un primo passaggio, da giudicare in maniera positiva, che va incontro alle richieste presentate da Fim, Fiom e Uilm anche negli incontri tenutisi al Ministero dello sviluppo economico – sottolineano in una nota i tre segretari dei sindacati, rispettivamente Riccardo Zoli, Giovanni Cotugno ed Enrico Imolesi –. Questa è la via giusta da seguire, e che bisogna proseguire nel prossimo periodo nella progressiva stabilizzazione dei contratti a tempo determinato per dare una prospettiva più sicura ai giovani che iniziano il loro percorso lavorativo in questa importante realtà del territorio forlivese».

Colosso produttivo

La fabbrica che si affaccia sulla via Emilia in direzione di Faenza dà lavoro a quasi mille persone e «dopo un lungo periodo di crisi e difficoltà – ricordano le associazioni di rappresentanza – ha visto negli ultimi anni crescere in maniera importante i volumi produttivi, la chiusura della cassa integrazione e, nel corso del 2018, ha proceduto all’assunzione a tempo determinato di alcune decine di persone. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno e alla determinazione dei lavoratori, che ogni giorno montano i forni e i piani cottura a ritmi importanti e che nel recente passato si sono dichiarati contrari all’utilizzo strutturale del lavoro straordinario in quanto a maggiori volumi deve corrispondere una maggiore occupazione».

I numeri

Richiamando i dati forniti dall’azienda, Fim, Fiom e Uil ricordano che a Forlì sono stati prodotti quest’anno 1 milione e 700mila forni e piani cottura (nel 2017 erano 1 milione 600mila), e che per il 2019 è prevista una ulteriore crescita di circa 70mila pezzi.

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