In vendita la storica Villa Dina

La storica Villa Dina, che sorge all’angolo tra via Cucchiari e viale Roma e che per diversi anni, a partire dal 2002, ha accolto un asilo nido, è oggi in vendita. Storica perché fu proprio costruita da Ettore Benini, fondatore della “Cantieri Benini” che tra gli anni ’20 e ’30 divenne una delle più grandi ditte costruttrici forlivesi a livello nazionale. Oggi la struttura è passata in eredità a Rosanna Invernizzi dopo la morte della madre, nipote di Ettore Benini.

La storia

«Una volta questo edificio era una piccola casetta ereditata da mio nonno da uno zio che lo aveva preso sotto la sua protezione – spiega Rosanna Invernizzi che oggi di anni ne ha quasi 90 –. Mio nonno partì proprio da qui, prima facendo delle piastrelle e poi, quando incrociò Mussolini, divenne uno dei più grandi imprenditori edili di tutta Italia. Tanto è vero che fu chiamato proprio per costruire la nostra rete ferroviaria». L’azienda della ditta forlivese Cantieri Benini aveva la sua sede proprio dove sorse in seguito la ex Orsi Mangelli, tuttora se si arriva dalla stazione di Forlì è possibile vedere un’insegna dedicata al costruttore forlivese.

La famiglia

«Mia madre, Dina Benini, si sposò con mio padre originario di Como e geometra – prosegue la nipote –. I primi tre anni della mia vita li ho vissuti lontano da Forlì, poi la mia famiglia si trasferì qua e proprio mio padre iniziò a lavorare per i cantieri del nonno». Villa Dina è poi passata in eredità prima alla mamma di Rosanna Invernizzi quindi a lei che, come regalo, ha voluto intitolargliela. «Fino al 1951 io rimasi qui a Forlì, poi mi trasferii a Milano in quanto mio marito lavorava nella sede legale della Orsi Mangelli che aveva le sue basi proprio nel capoluogo lombardo – racconta Invernizzi –. Io lo conobbi qui a Forlì e poi me ne andai, mentre Villa Dina è stata abitata da mia madre fino al 2002».

L’asilo

Dopo di che la storica abitazione fu data in affitto ad una un asilo nido che però in tempi più recenti si è trasferito. «I bambini piacevano molto a mia madre per cui dopo la sua morte ho pensato che dare loro uno spazio potesse essere una buona idea – conclude Rosanna Invernizzi –. Poi l’asilo si è spostato perché questo ambiente era diventato troppo piccolo e io avevo deciso comunque di cederlo ad associazioni che comunque si occupassero di infanzia, ma non sono mai più riuscita ad affittarla. Ora che sono anziana e vivo a Milano ho deciso di mettere in vendita “Villa Dina” anche se, a dirla tutta, sono molto combattuta: qui c’è la storia di tutta la mia famiglia e sopratutto di mio nonno Ettore».

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