L’Anpi nazionale al prefetto di Forlì: «Vieti la manifestazione di Predappio»

Predappio

Il 28 ottobre è alle porte e per Predappio è un copione nero che si rinnova, con la celebrazione dell’anniversario della marcia fascista su Roma che qui, indisturbata, per anni è diventata una parata con tanto di bandiere, stemmi, fasci littori e camicie nere portati in processione. Negli ultimi anni con una presenza sempre più fitta ed evidente di esponenti di Forza Nuova a dettare la scaletta. Fino ad oggi, e per decenni, nessun ostacolo si è mai frapposto fra i nostalgici, in arrivo a migliaia da tutta Italia, e la tomba di Benito Mussolini. Ma quest’anno per la prima volta l’Anpi nazionale cerca di porre un alt e chiede preventivamente di non consentire che vada in scena l’ennesimo discutibile show.

Anni di silenzio

Per anni chi non stava in quel corteo guardava a distanza a quella processione scura come a una carnevalata, ma in silenzio. Solo in un passato lontano qualcuno ricorda degli scontri, ma quelle erano “cose da anni Settanta”, a cui avevano fatto seguito la rassegnazione da un lato e dall’altro lo sfruttamento commerciale, da parte di alcuni, di quell’ondata annuale di singolari turisti. I negozi di souvenir del duce che nel passato recente un decreto legge mai approvato, di un parlamentare di una maggioranza già passata, avrebbe voluto mettere al bando, continuano ad aprire tutti i giorni, e la data del 28 ottobre è sempre quella dei grandi affari.

La richiesta dell’Anpi

«Il prefetto vieti la celebrazione dell’anniversario della marcia su Roma a Predappio il 28 ottobre in quanto illecita e illegittima», è ora la richiesta del vicepresidente dell’Anpi nazionale, l’avvocato Emilio Ricci, che ha inviato una lettera al prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis, alla questora Loretta Bignardi e al sindaco di Predappio Giorgio Frassineti. «Celebrare la marcia su Roma e Benito Mussolini vuol dire celebrare il fascismo – scrive l’Anpi –. Consentire la celebrazione della marcia su Roma e di Mussolini significa disattendere e violare il dettato della Costituzione». «Una ulteriore aggravante è rappresentata dal fatto che i manifestanti non chiedono l’autorizzazione alle autorità e di fatto ogni volta questa celebrazione viene tollerata» sostiene Ricci. Loro ogni anno affermano il contrario, fatto sta che comunque la manifestazione, che ogni volta vede un imponente schieramento di carabinieri e polizia, effettivamente non è mai stata vietata.

«Sarebbe apologia»

L’Anpi invoca le leggi nazionali in vigore: «La gravità e illiceità dell’evento è così evidente che non può essere taciuta –argomenta il vicepresidente –. La legge Scelba e la legge Mancino sanzionano in maniera anche penalmente rilevante l’apologia del fascismo quando apologia vuol dire esaltazione del regime, esaltazione dei principi, delle figure che al fascismo hanno fatto riferimento. Consentire che una manifestazione di tal genere abbia luogo costituirebbe apologia del fascismo». Per essere ancora più chiaro Ricci di nuovo non la manda a dire e specifica: «Nè si può affermare che vietando la celebrazione si neghino le libertà costituzionalmente tutelate come quella di riunione e di manifestazione del pensiero. La Corte europea dei diritti dell’uomo, con una sentenza del 2015, visto l’art. 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, ha espresso il principio per cui taluni diritti si possano anche comprimere nel momento in cui questi non sono conformi a quelli che sono i principi generali dell’ordinamento costituzionale dei vari Paesi».

Si muove anche la Regione

Sulla manifestazione di Predappio si muove qualcosa anche in Regione. Piergiovanni Alleva, capogruppo de l’Altra Emilia-Romagna, annuncia di appoggiare la richiesta dell’Anpi e di avere pronta in merito una risoluzione da sottoporre all’aula. Il sindaco del Pd Giorgio Frassineti ancora una volta risponde di non avere alcun potere decisionale in merito. Certo nel tempo non ha gradito le critiche e gli attacchi della stessa Anpi al suo progetto di realizzare nella ex Casa del fascio un museo sulla dittatura italiana. «L’Anpi dice no alla marcia ma anche no al museo, ma la cultura a mio avviso è l’unico strumento utile per combattere questo fenomeno». L’Anpi locale e provinciale sono con l’associazione nazionale e intanto preparano la propria annuale concomitante “tagliatella antifascista” e il concerto dei cori di canti della Resistenza. Ma questa volta non avranno a disposizione il teatro di Predappio, pare lo abbiano chiesto in ritardo, e per quella data è già impegnato per un musical.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui