Affitti, riqualificazione e web tax «Così possiamo rilanciare il commercio»

BOLOGNA. Digitalizzazione, affitti, riqualificazione urbana e web tax. Quattro priorità. Quattro progetti per non affossare un comparto «che è ancora il primo per numero di aziende» ma che lo scorso anno ha dato segnali preoccupanti di flessione. Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, traccia le linee per il futuro preparandosi al confronto che la categoria spera di avere con il governo. Il 2018 in regione è stato negativo. I dati diffusi da Unioncamere non lasciano molti margini: il commercio ha fatto registrare la più ampia flessione per numero di imprese. Oltre 1.200 attività in meno per un calo dell’1,4%. E segno meno anche per le imprese giovanili: -466, pari al 5,8%.

Presidente, i dati di segnano un’altra contrazione nel 2018. Nell’anno in corso cosa dobbiamo attenderci? C’è preoccupazione e cosa si sta facendo per evitare un altro segno negativo?

«Preoccupazione ce n’è. È il comparto ancora più numeroso per aziende e c’è la maggioranza di occupati nella distribuzione. Proprio perché il commercio è un settore trainante e ora è in calo dobbiamo preoccuparci. Solo il web ha aumento il fatturato, la grande distribuzione no. Nonostante tutto è ancora la realtà economica più vivace per tenere aggregate le comunità. La maggioranza degli italiani vive in città di provincia. Se facciamo mancare queste attività il problema è serio anche perché i negozi rappresentano un presidio per la sicurezza e il decoro, oltre ovviamente a fornire un servizio. Le aree che non sono servite dalle attività commerciali restano a zero. Ritengo che occorrano presidi anche dove la remunerazione purtroppo non è particolarmente soddisfacente. Ora servono regole precise, investimenti e politiche adeguate per rilanciare il settore».

Una riscossa del commercio può passare a vostro avviso dalla revisione delle legge regionale 41, quella sui centri commerciali naturali? Su questo fronte cosa si sta facendo?

«Con la “vecchia” 41, dialogando con i Comuni, sono stati fatti interventi importanti: piazze e interi quartieri riqualificati, per fare un esempio. Stiamo lavorando per rinnovare questo strumento di supporto al commercio. La Regione si è impegnata a discutere per trovare nuove soluzioni adeguate».

È necessario anche intervenire sul fronte degli affitti commerciali?

«I canoni sono aumentati ma sono calati i fatturati, la marginalità è scarsa. Non c’è stata una vera e propria politica fiscale di sostegno. Occorre a nostro giudizio un intervento a vantaggio delle proprietà dei muri ma anche dei conduttori. Ci stiamo lavorando»

Le vendite online: una spinta per aiutare i negozi o una mazzata?

«È un fronte delicato. Certo le vendite on line per i negozi sono una opportunità aggiuntiva e ormai consolidata. Ma voglio ribadire che i siti dei negozi sono in competizione con piattaforme internazionali. Non possono comunque essere concorrenziali con soggetti di questo genere».

Eccoci al punto: la web tax.

«A livello nazionale è giunta l’ora di condurre in porto una seria regolamentazione del sistema di vendite in rete. Significherebbe quantomeno mettere il livello della competizione alla pari. Lo dico sempre: se i soggetti che operano dietro lo schermo del computer lo facessero in uno spazio fisico sarebbero fuori legge o delinquenti, così invece sono innovatori. O regolamentiamo loro o deregolamentiamo gli altri». g.b.

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