Anche nel 2018 all’aeroporto di Rimini hanno volato oltre 300mila passeggeri

RIMINI. Anche nel 2018 all’aeroporto di Rimini sono stati superati i 300mila passeggeri. Un anno importante per lo scalo romagnolo e che sarà ricordato come l’anno base della concessione trentennale di AIRiminum 2014, dell’avvio dello sviluppo infrastrutturale con la presentazione del Master plan e di implementazione del nuovo modello di business basato sui voli regolari di linea.

Nel primo periodo 2020-2023 su cui si basa l’Accordo di programma attraverso cui saranno ricalibrate le tariffe aeroportuali si è proposto un volume d’investimenti infrastrutturali per circa 22 milioni di euro (lavori sui piazzali, nel terminal, ridisegno del sistema di accesso e dei parcheggi nell’area esterna, acquisizione di nuovi mezzi e strumenti, adeguamento del sistema di sicurezza alle nuove normative). Nel secondo periodo, 2024-2033, gli investimenti infrastrutturali proposti superano i 65 milioni di euro(sviluppo del terminal, realizzazione di una nuova piattaforma cargo con la realizzazione di una serie di investimenti per la catena del freddo, ampliamento dei pazziali).

“In particolare per quanto riguarda il traffico commerciale – recita una nota della società -, il 64% è stato generato da voli di linea e il 36% da voli charter (nel 2017 le linee erano il 55% e i charter il 45%). Nel 2019 l’incidenza dei voli di linea sarà ulteriormente incrementata (si supererà abbondantemente il 70%). Tale processo di consolidamento dei voli di linea sta trasformando la configurazione dell’aeroporto di Rimini, basato tradizionalmente sui charter stagionali (nel 2015, anno di riapertura, la percentuale dei charter era del 62%). Anche a Rimini si sta impostando un network di rotte regolari su cui il territorio potrà far affidamento su base consolidata nei prossimi anni grazie agli accordi pluriennali già stipulati con alcune delle principali compagnie aeree di linea europee (Ryanair, Lufthansa, Rossiya – Gruppo Aeroflot, Ural Airlines, Albawings) e con altre con cui si è in trattativa. L’obiettivo già a partire dal 2019 è di estendere la programmazione di voli regolari, per alcune delle nuove destinazioni, anche nel periodo invernale”.

Con riferimento ai Paesi collegati, anche nel 2018 la Federazione Russa si è collocata al primo posto con circa il 56% del traffico totale (nel 2017 superava il 72%), seguito dall’Albania con circa il 10% del portafoglio e il Regno Unito con circa il 7% grazie ai collegamenti con Londra di Ryanair. Crescono anche la Polonia e l’Ucraina rispettivamente con circa il 7% e il 6%.

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