CERVIA. Assemblea al vertice, ieri, per rilanciare gli hotel e consentire agli affittuari di acquistarli, con il tema de “L’impresa alberghiera: il patrimonio, la gestione”. Argomento, quello dell’ammodernamento, più che mai impellente in un’offerta che si sta confrontando a colpi di prezzi competitivi con alcuni colossi internazionali. Ma occorrono risorse, cercando anche di separare la gestione degli hotel dalla proprietà, e adeguando queste strutture ai tempi attuali. «Stiamo provando con alcune norme a dare forza al turismo – afferma l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini –, aumentando fra l’altro la promocommercializzazione. Abbiamo ribaltato lo schema precedente inaugurando l’area vasta e mettendo sul mercato un prodotto con più territori. Si tratta di proposte che guardano soprattutto ai mercati internazionali – aggiunge – e in questo quadro risulta fondamentale l’operatività degli aeroporti. Ma per tracciare una politica di carattere industriale occorre incidere sulle proprietà alberghiere. Le imprese devono quindi essere stimolate a investire, per questo nasce il fondo Eureka per il turismo in collaborazione con la Cassa depositi e prestiti, dotato di 25 milioni. Su un milione le banche potranno erogare fino all’80% della cifra con tasso di interesse abbattuto, mentre il restante 20% sarà assegnato dalla Regione a fondo perduto. Noi ci crediamo molto, per avviare un processo di rigenerazione alberghiera. Siamo contenti dei risultati ottenuti in questa stagione – entra poi nel merito dei dati turistici –, ma vorrei che queste presenze avessero un valore economico più elevato; altrimenti poi si vendono gli hotel e la cosa comincia a preoccupare. Con paesi come la Grecia e la Turchia rischiamo di essere perdenti». L’assessore è poi intervenuto sulla questione dei condhotel, ovvero la possibilità per gli alberghi di ospitare anche appartamenti. «Le realtà costiere sono diverse, bisogna coniugarle senza cadere nella speculazione immobiliare – premette Corsini –. Stiamo allora prendendo tempo prima di approvare la legge. Chi farà il condhotel, in ogni caso, dovrà alzare di una stella la classificazione della propria struttura (eccetto i 4 stelle). Sarà una leva finanziaria per la riqualificazione degli hotel, ma ci vorrebbe una norma nazionale per procedere, e lo faremo presente al ministro Centinaio». Anche il sindaco Luca Coffari, intanto, è dell’idea che «i condhotel non devono dare il via a ulteriori condomini, ma rappresentano una delle soluzioni per riqualificare il settore ricettivo. Noi lo stiamo incrementando con tanti incentivi e ne studieremo altri con l’obiettivo di rendere più sostenibile la ricettività». Il convegno, promosso da Cervia turismo, ha visto il coordinamento scientifico dello studio legale Pavirani & Associati di Ravenna, sostenitore delle “aggregazioni patrimoniali e gestionali”.

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