In tavola, come medicinale e anche in edilizia: la riscossa della canapa

RIMINI. Potrebbe essere un ritorno dopo anni di oblio. La canapa sta tornando di moda e in Romagna vi è uno dei poli più importanti di tutta Italia. Alessandro Mondello, Andrea Cocca, Enrico Mondardini (tutti e tre del territorio cesenate) e Alessio Gaggiotti Stanno valorizzando la filiera della canapa attraverso la società Eatruscan.

«A Rimini abbiamo reso operativo – spiega l’agronomo Mondello – il primo stabilimento italiano dedicato al trattamento della canapa sativa alimentare/erboristica. Sono oltre 5000 metri quadrati, fra coperto e scoperto, in cui è possibile lavorare fino a 500 tonnellate di canapa. All’interno le aree di lavorazione sono sala molitura/spremitura semi, sala separazione matrici/vegetali, sala preparazioni, essiccatoio con capacità 10 di 10 tonnellate al giorno. L’impatto energetico è positivo grazie all’impianto fotovoltaico da 60 kW».

La canapa a uso alimentare (e non solo) sta prepotentemente tornando a costituire un argomento di discussione e di confronto per cercare di riportare in auge una coltivazione che ha fatto parte della storia del territorio rurale italiano. Negli anni ’50 l’Italia era la seconda nazione produttrice al mondo, preceduta solo dall’Unione Sovietica. Anche in Romagna era una coltura fondamentale come testimoniato dalle migliaia di maceri sparsi in tutto il territorio. Certi toponimi di località, come Macerone, non lasciano spazio ad equivoci. Ad ogni modo, dopo decenni di oblio, questa pianta sta tornando alla ribalta anche grazie al ddl 2144 entrato in vigore nel gennaio del 2017. Ora può essere inquadrata come pianta orticola, quando coltivata specificatamente per la trasformazione alimentare.

«La Società Agricola Eatruscan – aggiunge Mondello – nasce dall’esperienza con la canapa sativa industriale di professionisti in agricoltura, agronomia, biochimica e divulgazione per seguire in ogni passo la produzione partendo dal campo, con particolare attenzione allo studio e alla lavorazione del Cbd, un cannabinoide non psicoattivo, che sta destando notevole interesse. La mission di Eatruscan è sviluppare dispositivi alimentari sicuri che incorporino le migliori caratteristiche della canapa sativa».

I prodotti Eatruscan si possono trovare in tre linee di prodotto: Almamaria, Canapeutical e Canapoil che coprono il settore alimentare e farmaceutico dei derivati della cannabis. Oltre a produrre con i propri marchi, l’azienda, grazie all’esperienza maturata negli anni e al nuovo sito produttivo, è protagonista in numerosi progetti di white label in Italia e all’estero.

Oggi la ricerca dimostra che la canapa sativa può essere utilizzata in diversi settori: dall’alimentazione alla bio-edilizia, dalla cosmesi alla medicina naturale, dalle energie rinnovabili all’abbattimento della CO2 nell’atmosfera. La nuova legge sulla canapa industriale, “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” del 2017, vuole essere da stimolo per riportare questa coltivazione al ruolo e alla dignità che merita.

Attualmente il seme deve essere acquistato presso distributori autorizzati che garantiscono che le varietà di canapa sativa che vengono piantate abbiano un contenuto di tetraidrocannabinolo (Thc) inferiore allo 0,2%, secondo quanto previsto dalla nuova normativa vigente in Italia. Qualora all’esito del controllo da parte del Corpo forestale dello Stato, il contenuto complessivo di Thc della coltivazione risulti superiore allo 0,2% ed entro il limite dello 0,6%, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di legge, quindi oggi coltivare canapa è semplice e non comporta particolari problematiche autorizzative.

La canapa ad uso alimentare ha inoltre innumerevoli proprietà salutari: «Noi, partendo dal seme spremuto a freddo – dice Alessandro Mondello – otteniamo olio e farina; l’olio di canapa è un alimento con elevate proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, è ricco di acidi grassi polinsaturi Omega 6 e Omega 3 nella giusta proporzione, che hanno molteplici effetti benefici nel nostro organismo. Nessun altro alimento in natura è in grado di garantire una proporzione di 3:1, che risulta essere quella ottimale per esplicare i migliori benefici per il corpo umano».

«Per questo motivo l’olio di canapa, usato a crudo su innumerevoli preparazioni gastronomiche, può anche essere considerato come un regolatore naturale del metabolismo. La farina contiene tutti gli aminoacidi essenziali ed è una fonte di proteine vegetali ad alto valore nutrizionale e a rapido assorbimento».

Molto interessante anche il cioccolato realizzato aggiungendo semi decorticati di canapa. L’azienda vuole provare a ristabilire collaborazioni e sinergie che erano comuni nel passato e permettevano a tutti gli attori coinvolti nella filiera di trarne beneficio. Sono state avviate collaborazioni anche nel settore della bioedilizia realizzando un intonachino di canapa per le finiture interne che può essere personalizzato con colori naturali e con effetti decorativi differenti. Esiste il canapulo (la parte interna del fusto) fornito ad artigiani e ditte specializzate che, unendolo alla calce, realizzeranno fabbricati rurali, case in canapa e restauri di palazzi storici, partendo da questa pianta».

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