Un Patto per il lavoro: 260 milioni per i giovani

Poco meno di 260 milioni di euro di qui alla scadenza del mandato, ad ottobre 2019, per rilanciare l’occupazione giovanile. Lo prevede “Giovani più”, il patto per il lavoro dedicato ai Giovani lanciato dalla Regione Emilia-Romagna e firmato da associazioni di categoria, camere di commercio, Università ed enti locali.

Il presidente regionale Stefano Bonaccini lo ha presentato insieme agli assessori Palma Costi, Patrizio Bianchi e Massimo Mezzetti. «Vogliamo fare ancora di più e meglio», dice Bonaccini nell’aula magna della Regione. «Mi preoccupa la frenata generale del Paese, quindi chiedo al Governo di rispettare gli impegni sugli investimenti, a partire dalle infrastrutture. Se dovesse fermarsi l’Emilia-Romagna sarebbe un colpo per il Paese intero».

Sui giovani «vogliamo dare un ulteriore giro di vite», sottolinea il governatore, «perché siano meno precari e più pagati».

E Bianchi avvisa: «Si cresce con le competenze, non coi sussidi, questi non sono sussidi ma buon lavoro. In un momento in cui a livello nazionale si sta andando in un’altra direzione».

I punti di riferimento

Uno degli assi portanti di Giovani Più è la Rete attiva per il lavoro, attraverso la quale i ragazzi dopo il diploma o la laurea possono trovare lo Sportello giovani dei Centri per l’impiego, dove vengono presi in carico e accompagnati nella ricerca del lavoro, grazie alla rete di 25 soggetti privati accreditati (200 sedi sul territorio regionale) che incrociano domanda e offerta, incentivati nella loro attività di ricerca occupazionale attraverso un riconoscimento economico che diventa più alto se al giovane viene proposto un contratto a tempo indeterminato.

Gli step

Come funziona? I giovani, anche neo diplomati o neo laureati o dopo la conclusione di un percorso formativo, da subito, acquisito il titolo di studio, possono recarsi in un Centro per l’impiego per sostenere un colloquio nel quale spiegare le proprie competenze e aspirazioni e scegliere una delle agenzie accreditate preposte all’incrocio domanda/offerta, che si attiveranno per cercare occasioni e opportunità.

Ripensato anche il programma Garanzia Giovani, che con 26 milioni di euro a disposizione nella sua seconda fase, in avvio a breve, intende aiutare i giovani, e in particolare i più fragili, a intraprendere un percorso di crescita verso il lavoro.

Orientamento

In primo piano anche le nuove opportunità rese disponibili da una rete territoriale dedicata ai ragazzi e alle loro famiglie, operativa dal 2019 con un investimento regionale di 15 milioni di euro, attraverso la creazione di sportelli giovani nei Comuni per le attività di orientamento, che diventano anche punto d’ascolto per i genitori, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica tra medie e superiori.

Formazione anche post laurea

Le opportunità non finiscono con il diploma e neppure con la laurea. Perché la Regione investe nell’Alta formazione, con borse di studio, di ricerca e dottorati in settori innovativi e ad alto valore aggiunto (ad esempio, i Big data) e il rafforzamento della rete dei ricercatori dell’Emilia-Romagna all’estero, per permettere ai “cervelli” emiliano-romagnoli di connettersi con le opportunità della nostra regione.

E per rispondere alla forte richiesta di tecnici specializzati vengono finanziati 6 nuovi percorsi biennali post diploma ITS per Industria 4.0, in partenza a dicembre.

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