“Da dietro le quinte al palcoscenico”. E ora la Raven cerca personale

"Da dietro le quinte al palcoscenico". E ora la Raven cerca personale

RAVENNA. «Il primo anno di vita è andato molto bene, così come ci auguravamo. Al punto che siamo in cerca di personale per fare nuove assunzioni. Il vero lavoro, però, a volte è quello di riuscire a farsi pagare». Tra il serio e l’ironico Antonio Federico Tanzi, giovane presidente di “Raven”, traccia un primo bilancio della cooperativa nata anche grazie alla prima edizione del bando Coopstartup che si è aggiudicata l’anno scorso entrando nel novero delle 4 vincitrici.

Trampolino

“Raven” si occupa di servizi per lo spettacolo. L’idea nasce nel 2016 quando un gruppo di amici che lavora dietro le quinte di eventi dal vivo, decide di darsi un inquadramento più professionale e costituirsi in una cooperativa. “Raven” vede attualmente una compagnie composta da 10 soci, 3 di quali donne e tutti residenti in provincia di Ravenna. L’età media è di circa trent’anni.

A caccia di esperti

Come ricordato, le esigenze sempre crescenti per far fronte alle varie commesse, spingono la nuova cooperativa a cercare sul mercato «tecnici audio/video, light designer, macchinisti, scenografi, interior designer, musicisti e performer sono le figure con cui partiamo», sottolinea Tanzi, invitando a segnalare la propria candidatura all’indirizzo di posta elettronica: info@raveneventi.it.

Le competenze

“Raven” si occupa di gestione, promozione e valorizzazione del lavoro creativo e tecnico, in un giusto equilibrio tra tecnologie, innovazione ed efficienza. Offre – unica nella provincia di Ravenna – alle professioni della cultura, dello spettacolo e della creatività, un modello di impresa cooperativa che ne valorizza la professionalità e ne accresce la competitività, redistribuendo più equamente la ricchezza generata. Si pone come interlocutore unico per la gestione in autonomia di tutti gli aspetti organizzativi, logistici e tecnici di un evento o di una manifestazione, dalla progettazione fino all’attuazione. Offre servizi per allestimenti, feste, spettacoli, eventi, serate, convegni, assemblee e molto altro.

Lo spirito

«La forma della cooperativa – prosegue il presidente – è affine alle nostre idee, in quanto, attraverso la cooperazione, le idee imprenditoriali, i progetti, il lavoro, si associano a quelle di altre persone. Essere cooperatori vuol dire per noi agire insieme in una struttura dinamica in cui al tempo stesso si è sia lavoratori sia imprenditori, combinando doti di managerialità e di mutualità». Quando abbiamo avuto l’idea eravamo solo un gruppo di tecnici teatrali, macchinisti, fonici e facchini. Accomunati dal fatto di occupare una posizione professionale poco corrispondente a quello che realmente facevamo quotidianamente e sentivamo che non eravamo tutelati in caso di infortunio. Per cui ci siamo uniti in cooperativa, che era la forma che più si avvicinava a ciò che eravamo: lavoratori desiderosi di mettersi insieme per condividere le gioie e le fatiche del lavoro sul e dietro il palco».

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