Frutta, la stagione si chiude tra luci e ombre

CESENA. In miglioramento rispetto ad altri anni, ma con qualche passaggio a vuoto nel periodo centrale. Ecco il consuntivo sulla stagione di pesche e nettarine tracciata dal presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, Giancarlo Minguzzi. Fruitimprese regionale è l’associazione che riunisce le grandi aziende private commerciali dell’ortofrutta per un fatturato di 900 milioni di euro l’anno e il 60% di export.

Le pesche

«Dal punto di vista del reddito – esordisce Minguzzi, titolare di un’azienda ad Alfonsine Ravenna – il bilancio di pesche e nettarine si potrà considerare positivo per la parte iniziale, cioè maggio e giugno, e finale poiché nei mesi centrali, vale a dire da luglio fino al 25 agosto, la pressione di Grecia e Spagna si è fatta sentire. Quindi vedremo a consuntivo prezzi inferiori alle aspettative».

Vale il discorso che le pezzature maggiori e delle varietà più buone spuntano sempre alcuni centesimi in più.

Le albicocche

Sul fronte albicocche Minguzzi fa anche autocritica rispetto al sistema romagnolo. «Nonostante una produzione inferiore allo scorso anno specialmente in Emilia Romagna, continua da parte dei clienti sia in Italia, ma anche all’estero, la richiesta di prodotto di qualità che non sempre sappiamo offrire. E non si può più contare sull’industria che fino a qualche anno fa differenziava e valorizzava il prezzo dell’albicocca. Oggi l’industria paga quasi sempre pochissimo. L’annata delle albicocche è stata contrassegnata anche dalle grandinate che hanno danneggiato diversi impianti non protetti da reti».

Le pere

Il tempo bizzarro ha condizionato la qualità della frutta estiva, causando problemi di conservazione. Sul fronte pere la raccolta di William è terminata con un calibro inferiore rispetto alla scorsa annata ma con quantitativi simili, mentre per Abate il raccolto è stato leggermente superiore allo scorso anno.

«Per la determinazione del valore – aggiunge Minguzzi – occorrerà verificare la produzione di pere in Belgio e Olanda dove il raccolto dovrebbe essere di calibro inferiore alla media. Purtroppo anche buona parte delle nostre pere sono di piccolo calibro e questo determina un mercato a due velocità: le grosse pezzature spuntano ottimi prezzi, ma sono quantitativamente poche, mentre i calibri inferiori stentano».

Sul fronte mele estive, quelle più precoci hanno dato soddisfazione grazie ai magazzini vuoti lasciati dalla scorsa stagione e complice anche una rinnovata selezione di cloni di mele Gala.

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