La nuova frontiera del turismo. «Con le e-bike si scopre l’entroterra»

RIMINI. Lo sguardo verso le colline, le mani sul manubrio, i piedi sui pedali e un tuffo nel verde e nella storia invece che nelle acque dell’Adriatico: è questa la scommessa lanciata dal 34enne Eugenio Giovanardi e del 59enne Giuliano Mami con Emotion Bike srls, la start up con sede in via Destra del Porto 157, davanti al Faro, che, restando in ambito ciclistico, si gode una prima estate davvero sprintosa. Due soci, un dipendente, diversi collaboratori, idee chiare e sguardo rivolto a un futuro che coniughi passione, emozioni e tecnologia, la parola d’ordine della casa è “nuovo turismo” e Giovanardi la ripete più volte raccontando l’esperienza messa in piedi e gli enormi sviluppi in rampa di lancio.

Partiamo dal principio: come, perché e quando nasce Emotion Bike Srls?

«Ci siamo costituiti ufficialmente il 25 maggio, ma lavoravamo al progetto da due anni in tutti i suoi aspetti burocratici e amministrativi. La mission romantica è dare una ventata di fresco all’offerta riminese, molto legata al concetto di spiaggia e ombrelloni mentre abbiamo una serie di potenzialità paesaggistiche ed enogastronomiche dell’entroterra tutte da esplorare e non promosse: di professione sono socio di una casa di produzione video e ho fatto tantissimi lavori per promuovere il turismo negli hotel, tutti appunto mirati al bagnasciuga e al mare. E’ invece tempo di andare oltre, di guardarci alle spalle e sfruttare un patrimonio incredibile».

In che modo?

«“Organizzando tour guidati in città e nelle vallate con le biciclette elettriche a pedalata assistita. Le e-bike. Consentono visite diverse, più lente e mirate, e fanno sì che anche chi non è un atleta e non si allena possa raggiungere le colline godendosi la natura, la pista ciclabile sul Marecchia e una volta in loco i nostri tesori storici e archeologici. e-Bike tour in cui coinvolgiamo le Pro loco e le associazioni locali e che offriamo agli hotel della Riviera. Li facciamo sia in partnership con gli stessi alberghi, che diventano i veri venditori del servizio, che con i privati. Mettiamo sul piatto un servizio di leisure turistica, tour esperienziali che possano differenziare l’offerta turistica e ampliarla a una clientela che cerca un tipo di soggiorno diverso».

Come è stata la risposta in questi primi mesi?

«La prima struttura ricettiva che si è fidelizzata è stato l’I-Suite, con tutti diventiamo partner nella comunicazione trasformandoli in veri e-bike hotel: produciamo cioè materiale video promozionale che costruisca uno storytelling emozionale che proiettano sui loro monitor interni e sul web così da intercettare una nuova tipologia di cliente. Grazie a questo siamo stati contattati più volte online. Per quanto riguarda le visite, ne abbiamo organizzate settimanalmente a Verucchio, Santarcangelo, San Marino e Rimini. Stiamo iniziando ora a integrare anche la Valconca e il San Bartolo, così da poter offrire un menu giornaliero».

Quale è l’identikit del turista da e-bike?

«In questa prima estate abbiamo notato maggior sensibilità da parte degli stranieri (americani, canadesi, russi, olandesi, belgi, tedeschi a volte ospiti del Grand Hotel) e degli italiani del Nord che sono più attenti a un format che sta letteralmente esplodendo: basta guardare come al recente Bike Festival il 70% dei prodotti proposti fossero elettrici. Ci è capitato più volte mentre attraversavamo Covignano, le coste di Sgrigno o la vallata di sentire esclamare “Wow! Is tihs Tuscany?!?” e questo ci ha fatto capire quanto manchi purtroppo ancora l’anello di giunzione nella promozione sia in loco, nell’entroterra, che in Riviera: possono diventarlo questi tour guidati e i video girati durante gli stessi ed è quello su cui vogliamo spingere molto per mettere sul piatto il turismo esperienziale. Anche per tale ragione, proprio in questi giorni stiamo facendo educational tour gratuiti per Promozione Alberghiera e Aia, facciamo provare il servizio agli albergatori così che capiscano cosa offrire ai clienti: li portiamo a Verucchio in bici a vedere museo e rocca, a Santarcangelo a visitare Rocca, grotte e Mutonia accompagnando sempre i tour con degustazioni in loco».

Quale è il vostro parco bici e quali sviluppi vi immaginate?

«Al momento abbiamo 10 e-bike, con autonomia notevole, anche di 80 km e permettono percorsi lunghi. Ma stiamo stringendo collaborazioni con i grossi marchi per aumentarle e fare anche Team Building per aziende. Il prossimo passo sarà creare un’infrastruttura come quella del Trentino, con Rental Point a Gatteo, Cesenatico, Bellaria, Cattolica, Riccione perché gli alberghi continuano a crescere di interesse e siamo convinti che ci sarà un’esplosione. Ma bisognerebbe lavorare anche di più sui percorsi e sulle mappature e noi lo faremo sfruttando le nuove tecnologie, ovvero la realtà virtuale e la realtà aumentata, creando cioè guide e mappature interattive che permettano all’utente di scoprire il territorio: puntando semplicemente la fotocamera del cellulare sul Ponte di Tiberio sarà ad esempio possibile visionare contenuti multimediale e informazioni sul proprio display».

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