Guglielm Russo: «Gli attacchi al modello cooperativo non ci scalfiscono, abbiamo valori forti»

FORLI’. «Respingiamo con forza e a testa alta gli attacchi strumentali che, ormai periodicamente, sono lanciati all’indirizzo della cooperazione. La nostra storia e i nostri valori parlano per noi».

È Guglielmo Russo, presidente Legacoop Romagna, a prendere posizione contro la strisciante campagna avversa al modello cooperativo che, di tanto in tanto, emerge con più voce.

«Sono solo attacchi strumentali che denotano ignoranza. La cooperazione esiste da 130 anni ed è tuttora, soprattutto nelle nostre terre, un elemento di crescita di civiltà, un volano di riscatto ed è ancora una moderna forma di democrazia economica».

Qual è la realtà?

«Se siamo così privilegiati, come dicono alcuni, perché le imprese private non diventano tutte cooperative? La verità è che quei privilegi di cui si parla non esistono. Ci sono soci che reinvestono gli utili dentro l’attività e che rinunciano ad una fetta importante del reddito del proprio lavoro proprio per essere pienamente protagonisti, e ognuno dei quali rappresenta un voto che dà sostanza e forma ad una democrazia economica. Se una cooperativa chiude, poi, il suo patrimonio va alla collettività, è transgenerazionale. E, ancora, le cooperative pagano le tasse, eccome. La cooperazione è una dignitosa forma di impresa al pari delle altre e non pensiamo di essere migliori o primi della classe».

Come si spiega allora l’avversione di alcuni a questo modello?

«Individuerei tre motivi. La cooperativa è un’impresa democratica, difficilmente controllabile, che costruisce cittadinanza attiva sul territorio e questo probabilmente dà fastidio a qualcuno; da non dimenticare, poi, che c’è stato e c’è tuttora un legame tra cooperazione e grandi culture politiche che hanno rappresentato la spina dorsale della storia italiana: la tradizione socialista, quella mazziniana e quella cattolica solidale. Infine le cooperative in molti settori sono in diretta concorrenza con gli interessi di altri corpi imprenditoriali. Da qui la ricerca di un vantaggio competitivo più o meno sleale».

La vostra reazione?

«Prima di tutto ribadisco che questi attacchi non ci fanno paura. Penso semplicemente che vadano ricordati ai cittadini i valori della cooperazione e le nostre peculiarità per una esigenza di chiarezza e di verità storica. In Romagna abbiamo, per fortuna, una memoria storica di lunghissimo periodo. Alla luce di tutto ciò ribadiamo la tolleranza zero nei confronti delle false cooperative che sfruttano i lavoratori, chiedendo ancora una volta una legge ad hoc per combatterle».

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