L’artigianato riprende fiato ma l’export invita alla prudenza

BOLOGNA. Anche l’artigianato emiliano-romagnolo aggancia la crescita, anche se permangono elementi di debolezza per le imprese di questo settore. Segnali incoraggianti arrivano nel terzo trimestre 2017 che si è chiuso con una conferma della congiuntura positiva, trainata dal mercato interno, anche se con elementi di incertezza sul fronte di quello estero. Questo emerge dall’indagine sulla congiuntura dell’artigianato realizzata da Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna. Il fatturato complessivo a prezzi correnti è aumentato dell’1,7%, nonostante un improvviso declino di quello derivante dall’export (-1,8%). Si conferma la tendenza positiva della produzione, che aumenta dell’1,8%, sulla scia di quella più dinamica del complesso dell’industria. Si tratta il miglior risultato dal primo trimestre del 2007. L’andamento degli ordini ha mostrato un rallentamento (+0,9%), che costituisce un segno di incertezza per il futuro, sul quale ha gravato anche la netta inversione di tendenza di quelli esteri (-1,4%). Continua peraltro l’emorragia delle imprese artigiane attive nell’industria in senso stretto, che a fine settembre erano 28.524, in flessione dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2016, ovvero 427 imprese in meno (-1,9% il calo a livello nazionale). La flessione è risultata più rapida nell’industria della ceramica, del vetro e dei materiali edili, in quella del legno e del mobile in legno e nell’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche. Per quanto riguarda l’artigianato delle costruzioni, dopo la svolta in positivo del trimestre precedente, nel terzo trimestre del 2017 si è rafforzata la crescita del volume d’affari a prezzi correnti delleimprese artigiane del settore, aumentato dell’1,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, in linea con lo stesso incremento riferito al complesso delle costruzioni regionali.

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