Il settore pesca respira ma deve risollevarsi

RAVENNA. L’intervento in extremis del Governo fa cessare l’allarme per la pesca, ma solo la mobilitazione delle cooperative dell’Aci – col ruolo trainante di Legacoop Romagna e Legacoop Agroalimentare – ha permesso di trovare una soluzione alla questione degli sgravi contributivi che l’Inail aveva annunciato di voler togliere con effetto retroattivo. Decisione che avrebbe cancellato un regime quasi ventennale e che in Romagna aveva messo in grande agitazione le marinerie di Porto Garibaldi, Cesenatico e Rimini. È bastato l’annuncio del blocco a prospettare una soluzione, ma la situazione per gli operatori rimane pesante. «L’esito è positivo – dice il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – ma le questioni strutturali restano. Ci auguriamo che il nuovo Governo affronti la riorganizzazione del settore non più in ottica di emergenza». È ancora in vigore, infatti, l’atto del Ministero dell’Agricoltura che blocca gli investimenti col contributo del fondo europeo della pesca nelle aree sensibili ai nitrati. Già mobilitate le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli con l’Alleanza delle Cooperative. Pesa anche il blocco, per fine legislatura, del testo unico del settore rimasto fermo alla Camera per 5 anni. Si attendono ancora, inoltre, i soldi del fermo pesca del 2015 che arrivano a fatica e quelli del 2016. «Proseguiremo il confronto con tutti i candidati – anticipa il presidente di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Cristian Maretti – per chiedere attenzione su un settore strategico per il territorio».

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