San Mauro: a Parco Poesia arrivano i Quintorigo e quel genio di Leonardo

SAN MAURO PASCOLI. Spalanca le sue porte, oggi alle 16 a Villa Torlonia, il Parco Poesia Pascoli, progetto sammaurese che dà continuità alla cultura pascoliana nel nuovo tempo.

«C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico…» scriveva Pascoli. Oggi c’è un parco tematico ricavato da una ristrutturazione di sale interne alla ottocentesca azienda agricola; ci sono ancora la poesia, la famiglia Pascoli, la casa natale del poeta, valorizzate con tecniche multimediali innovative, con sale polivalenti. Oggi prendono vita il primo museo multimediale per la poesia, la nuova sala teatro da 200 posti, la sala delle tinaie per le mostre. Alle 17 inaugura Dagli eroi alle dive. Il sandalo, che dà spazio alla moda e all’industria calzaturiera sammaurese. Alle 21 sul nuovo palcoscenico i Quintorigo affrontano la poesia di Giovanni Pascoli in Rugiada di sereno / Scroscio di tempesta.

Domani alle 21, sullo stesso palco Roberto Mercadini presenta Vita di Leonardo. L’avventura di vedere davvero, prima regionale dello spettacolo commissionatogli da Simone Cristicchi per il Teatro Stabile d’Abruzzo. Stasera l’attore, al Cassero di Castel San Pietro Terme, è di scena alle 21 con Felicità for dummies (Felicità per negati).

Mercadini, inaugura Parco Poesia Pascoli con il suo primo lavoro teatrale vero, realizzato con il regista Alessandro Maggi. Come ha vissuto questo passaggio?

«È stata una grande sfida passare da narratore ad attore. Credo di essere cresciuto; grazie a Maggi ho imparato tante cose, acquisito sicurezza, sono diventato più capace, anche a recitare senza muovere le braccia».

Come si è orientato invece nella scrittura del nuovo testo considerando la vastità dei temi che la figura del da Vinci suggerisce?

«Ho cercato l’unità di Leonardo; di lui si usa dire che si occupasse di tutto ma, nei suoi appunti, emerge qualcosa di sconcertante. Dice infatti che bisogna occuparsi di una cosa sola».

Quale spiegazione si è dato?

«Ipotizzo che quello che per noi è una varietà di cose, per lui era un’unica cosa. Ma cosa lega insieme le macchine volanti, l’anatomia umana, i moti delle acque, la pittura? Il mio monologo prova a indagarlo; la mia idea è che Leonardo avesse una curiosità prodigiosa, viene il sospetto che il suo dover fare fosse una scusa per poter studiare. La risposta che do nello spettacolo è che il nostro da Vinci si è occupato tutta la vita di una cosa sola, che scopriremo insieme».

In molti si chiedono come riesce lei a sfornare così tanti monologhi uno dopo l’altro, qual è il suo metodo?

«Penso che tutto stia in questo mio semplice motto: il primo dovere di un monologhista è quello di stare zitto. Io ascolto, studio, leggo, mi metto in ascolto. Per fare un monologo di un’ora su di un qualsiasi argomento devo prima avere letto, e ascoltato quelli che ne sanno più di me, per giorni. In sintesi, devo stare zitto un mese per parlare un’ora».

Di quanti monologhi si compone oggi il suo repertorio e come proseguirà la stagione?

«Attualmente sono 26 i miei monologhi, con i nuovi Vita di Leonardo e Linguaggio, memoria, poesia dedicato ai cerebrolesi. Quest’anno uscirò più spesso dalla Romagna; nel frattempo il mio libro La storia perfetta dell’errore è ancora fra i 50 più venduti di Amazon, sorprendente. E sto cominciando il libro nuovo».

Info: 349 5384058

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