VERUCCHIO. «La sera della tragedia del Jolly Nero nel porto di Genova non riuscivo a togliere gli occhi dalla tv. Quando l’ho fatto, ho preso carta e penna, mi sono immedesimato in Giuseppe Tusa, morto nell’ascensore, e ho scritto. Parole, frasi, capoversi con qualche nota che mi risuonava in testa. Solo dopo ho scoperto che una delle vittime era il fratello di una mia amica e sono entrato in contatto con Adele Chiello Tusa, che mi ha voluto con sé a Milazzo per uno spettacolo alla cerimonia di inaugurazione di una rotonda intitolata al figlio. La mia seconda carriera, o meglio un nuovo repertorio, è iniziata così».

Marco Giulio Magnani ha nella mano destra il cd “Biografie” e nella sinistra la locandina di “Racconti oltre la finestra” mentre si racconta a poche ore dalla prima di questa sera sulle assi del teatro di casa, il Pazzini di Verucchio, dove farà il bis domani sera.

È la bomboniera marecchiese che terrà a battesimo il primo atto da canta-ttore, il progetto di teatro-canzone in otto brani e otto racconti a sfondo sociale, con un tuffo nella storia e un’incursione nell’intimità familiare.

«È un po’ il viaggio di un figlio che racconta al padre che non c’è più le storie delle canzoni, come a voler riallacciare un rapporto che in realtà non si è mai interrotto neppure dopo la morte», spiega il 47enne, che porterà in scena anche la canzone sul genitore scomparso, quel dottor Riccardo Magnani storico medico di Verucchio cui il Comune ha recentemente intitolato la Sala delle Associazioni di Piazza Malatesta, per i decenni spesi al totale servizio della comunità. Mentre una seconda parla del nipote Pietro e di una vicenda molto personale.

In un’altra, “Sigismondo”, impersona invece il verucchiese probabilmente più noto della storia. «L’ho scritta in occasione delle celebrazioni per il 600° anniversario della nascita e il 550° della morte ed è lo stesso Malatesta a raccontarsi dalle finestre di Castel Sismondo. In questa occasione la presenterò ufficialmente» spiega Magnani, che rivela orgoglioso: «Adele Chiello Tusa ha voluto farmi sentire la sua vicinanza anche in questa occasione e sarà presente alla prima di Verucchio insieme a Daniela Rombi del “Mondo che vorrei” della strage di Viareggio».

Sul palco, l’artista sarà accompagnato da quattro musicisti: Caterina Benedetti alle chitarre, Liliana Jaime Zulma al flauto traverso, Filippo Dionigi a clarinetto e sax e Federico Tassani a trombone ed eufonio.

«Nello stesso giorno uscirà anche l’album dal titolo “Biografie” che ho realizzato in 1000 copie, sarà in vendita già in teatro».

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